Primo test post-voto dell’Ue


REFERENDUM/LA MANOVRA ALL’ESAME DELL’EUROGRUPPO, PADOAN A BRUXELLES


BRUXELLES. La manovra dell’Italia per il 2017 arriva sul tavolo dell’Eurogruppo per un esame tanto atteso quanto importante perchè destinato a essere il primo test in sede europea all’indomani del voto sulla riforma costituzionale.

Questa mattina, a partire dalle 10, il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, dovrà spiegare ai colleghi come e con quali misure il governo intende raggiungere gli obiettivi indicati per il prossimo anno dopo che la Commissione, a metà novembre, ha classificato “a rischio” di violazione del Patto di stabilità il programma italiano. Una riunione, quella di domani, che si annuncia movimentata non solo per il dibattito sulle manovre dell’Italia e degli altri Paesi dell’Eurozona. L’Euro-ruppo discuterà anche della proposta avanzata da Bruxelles - e difesa a spada tratta dalle critiche tedesche e olandesi dal responsabile per gli affari economici Pierre Moscovici - per mettere in campo, a livello di Eurozona, politiche di bilancio “espansive” a sostegno della crescita. Cioè che vadano oltre quell’austerità che finora è stato l’unico elemento caratterizzante della strategia europea anti-crisi e che costituisce, come ha sottolineato Moscovici, una “asimmetria” da correggere. La proposta della Commissione va nella direzione auspicata dall’Italia e rappresenta un sostegno per la non facile missione di Padoan che comunque non potrà non essere condizionata, nel bene o nel male, dall’esito del referendum costituzionale e dalle conseguenti prospettive del governo di cui fa parte. Anche perchè quello della realizzazione delle necessarie riforme strutturali è un punto su cui l’Ue insiste da sempre ed è la condizione posta per ottenere maggiori margini di manovra. Ma al di là di questo, il ministro dell’Economia potrà sicuramente giocare una carta in più sul tavolo dell’Eurogruppo: quella degli ultimi dati positivi sulla crescita. La revisione al rialzo del Pil ‘acquisito’ fatta dall’Istat per il 2016 (lo 0,9 rispetto allo 0,8 con la possibilità di arrivare a fine anno all’1%) e la possibilità di un ‘effetto trascinamento’ anche sul 2017 consentirebbe di migliorare le stime sul disavanzo pubblico, il debito e il deficit strutturale, offrendo ai partner Ue elementi rassicuranti. In ogni caso il ‘giudizio’ sulla manovra dell’Italia e degli altri Paesi dell’Eurozona sarà messo nero su bianco solo nella riunione dei ministri dell’Ecofin in programma per martedì. Mentre oggi dall’Eurogruppo potrebbero uscire un confronto duro tra la posizione del presidente Jeroen Dijsselbloem, molto critico rispetto alla proposta della Commissione sulle politiche ‘espansive’, e Moscovici, il quale ieri ha richiamato ancora una volta i Paesi in surplus (in primis Germania e Olanda) a dare il loro contributo alla crescita di tutti “agendo come avrebbe fatto un ministro unico dell’Eurozona”. Nel pomeriggio di oggi l’Eurogruppo si occuperà invece, ancora una volta, del terzo piano di salva- taggio della Grecia con l’obiettivo di completare la seconda revisione e trovare soluzioni che consentano un alleggerimento del suo debito.


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