“Pronti al veto sul futuro”


MANOVRA/OK UE SUL BILANCIO 2017, MA DA RENZI UNA NUOVA MINACCIA


BRUXELLES. L'Ue trova l'intesa sul bilancio 2017, ma l'Italia lancia un segnale a Bruxelles e si astiene dal dare il suo ok, una prima storica. Anche se tecnicamente slegata dalle discussioni sulla revisione del bilancio pluriannuale 2014-2020, dove il governo ha già minacciato il veto, la posizione va letta nella continuità: "Siamo pronti a ogni tipo di intervento, fino al veto", ha avvertito il premier Matteo Renzi. I pugni sul tavolo hanno una ragione: "Non vogliamo fare gli egoisti; siamo pronti a fare la nostra parte, ma chiediamo all'Europa più attenzione su crescita e migranti". L'accordo tra Commissione, Parlamento e Consiglio Ue trovato come da copione in extremis, nel cuore della notte dopo quasi 24 ore di negoziati guidati dalla presidenza slovacca, prevede un bilancio costituito da 157,9mld in impegni e 134,5mld in pagamenti, pari rispettivamente a un aumento dell'1,7% e a una riduzione dell'1,6% rispetto al 2016. "Non abbiamo risparmiato nessuno sforzo", ha assicurato la vicepresidente della Commissione Ue Kristalina Georgieva, per garantire che le risorse per il 2017 vadano "contro gli shock, dando una spinta alla nostra economia e affrontando questioni come la crisi dei rifugiati". Saranno infatti disponibili 5,91mld in termini di impegni per crisi dei rifugiati e sicurezza, pari a +11,3%, mentre per crescita e occupazione saranno 21,3mld, ovvero +12%. In particolare, i fondi per il programma Eramus+ aumenteranno del 19% a 2,1mld, e l'Efsi, il fondo del Piano Juncker, avrà impegni pari 2,7mld, ossia +25%. Ci saranno inoltre 500mln per l'Iniziativa Giovani. Soddisfatto anche l'Europarlamento che, ha sottolineato il presidente della commissione bilancio Jean Arthuis, "ha deciso di investire nel futuro con un'enfasi speciale" su crescita, Erasmus e giovani.Per l'Italia, però, sebbene siano state recepite le sue richieste su 700mln aggiuntivi a Erasmus, Horizon 2020 e l'Iniziativa Giovani, non è stato sufficiente, alla luce del taglio degli incrementi per i Paesi mediterranei e del rinvio temporaneo del finanziamento al Fondo per le cause profonde della migrazione. "L'Italia", ha spiegato il sottosegretario Sandro Gozi, "si è astenuta sul bilancio annuale proprio perché vogliamo ancor di più spingere l'Ue verso quella coerenza necessaria, che è l'unico modo per combattere i populismi". Ora la battaglia continua sul fronte della revisione del quadro di bilancio 2014-2020 (Mff), ha avvertito Gozi: "Manteniamo il veto sul pacchetto complessivo e a dicembre valuteremo se confermare la nostra posizione". Da parte di Bruxelles i toni tendono a smorzare il conflitto, sottolineando da una parte che l'accordo sul 2017 deve essere sottoposto all'approvazione formale dei 28 e dall'altra che "il lavoro sulla revisione del Mff continua".


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