Pronti altri dazi all’Europa

CASA BIANCA/ALLARME PER IL CIBO ITALIANO, NEL MIRINO PURE PASTA E PARMIGIANO




WASHINGTON. All’indomani della tregua nella guerra commerciale con la Cina, l’amministrazione Trump aumenta la pressione sulla Ue nella annosa disputa sui sussidi pubblici ad Airbus, rivale di Boeing, minacciando dazi su altri prodotti europei per un valore di 4 miliardi di dollari. La lista, diffusa dall’ufficio del rappresentante americano per il commercio Robert Lighthizer, comprende 89 voci e colpisce in modo particolare il cibo made in Italy: pasta, prosciutti, salsicce, olive, formaggi come il parmigiano e il provolone, caffè. Nel mirino anche i prodotti di altri Paesi, come il formaggio olandese e lo scotch whiskey. E’ però l’Italia che rischia il danno maggiore, considerando che in aprile Lighthizer aveva già proposto una prima lista di merci da tariffare per un valore di 21 miliardi di dollari, con in cima eccellenze tricolori quali i vini fermi, frizzanti come il prosecco o liquorosi come il marsala, il pecorino, lo yogurt, il burro, il pesce, gli agrumi, l’olio d’oliva, le marmellate. Da qui l’allarme delle associazioni di categoria. Secondo la Coldiretti, più della metà dei prodotti agroalimentari made in Italy negli Stati Uniti rischia di essere colpito dai potenziali dazi. “Si tratta - commenta l’organizzazione agricola - di un duro colpo per l’Italia, che proprio nel primo trimestre del 2019 ha aumentato dell’11% le esportazioni agroalimentari in Usa dopo che nel 2018 si era registrato il record per un valore di 4,2 miliardi (+2%)”. Nello specifico Coldiretti segnala che “il Parmigiano e il Grana, che vedono nell’America il secondo mercato di riferimento, dopo la Germania, valgono 149 milioni di euro di export in Usa nel 2018, con un crescita di oltre il 35% nel primo trimestre di quest’anno. Mentre il valore totale dei formaggi made in Italy negli Usa supera i 270 milioni di euro”. Non va di- menticato - viene precisato - il vino che, con un valore delle esportazioni di quasi 1,5 miliardi di euro nel 2018, è anche il prodotto agroalimentare italiano più venduto negli States”. Preoccupato anche il presidente di Confagri Massimiliano Giansanti, il quale auspica la via del dialogo bilaterale “per evitare una guerra commerciale che sarebbe fortemente lesiva anche per l’Italia”. Tutto è legato alla disputa sugli aiuti pubblici ad Airbus: il Wto deve pronunciarsi entro l’estate sulla congruità dei dazi punitivi americani. La Ue ha minacciato contromisure di pari entità, in relazione agli aiuti Usa a Boeing, ma anche in questo caso l’ultima parola spetta all’organizzazione mondiale per il commercio. Non è escluso però che le parti arrivino ad un accordo. All’Air Show di Parigi di metà giugno gli Usa, secondo Reuters, si sarebbero detti aperti a negoziare su un meccanismo che consentirebbe ad Airbus di ricevere finanziamenti governativi a condizioni commerciali mentre gli Stati Uniti adeguerebbero gli incentivi fiscali concessi a Boeing alle norme commerciali.

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