Proteste, scontri e arresti


DALLAS/IL MOVIMENTO “BLACK LIVES MATTER” NON SI FERMA E CHIEDE GIUSTIZIA


WASHINGTON. Cominciato come un hashtag, ha viaggiato veloce sui social network mobilitando la rete prima e la piazza poi. Oggi ‘Black Lives Matter’ è un movimento che marcia lungo le strade dell’America per protestare contro la bru- talità della Polizia. E non si ferma nean- che dopo i fatti di Dallas e la mattanza del cecchino accecato dall’odio contro i bian- chi riversato sulla folla che chiedeva giu- stizia per quelle molte, troppe, morti ‘fa- cili’.

Allora a Manhattan, Phoenix, Atlanta. Dal Massachusetts alla Louisiana al- l’Arkansas, anche nelle ore immediata- mente successive alla strage di poliziotti il movimento è rimasto in piazza.

“La nostra missione è eliminare l’odio”, ricordano gli organizzatori, che re- spingono accuse e critiche e affermano con forza che non intendono abbassare la guardia adesso, quando è necessario fare “pressione sui nostri rappresentanti”, sottolineano, perche “il tema non è certo nuovo” dice alla Cnn un rappre- sentante dei responsabili per le marce, Dominique Alexander. Chi guida le manifestazioni dopo Dallas ha immediatamente rifiutato qualsiasi violenza nei confronti della Polizia, ma non ha smesso di mostrare comprensione per la frustrazio- ne che ha portato alla sparatoria nella cit- tà texana. “Black Lives Matter non tollera che si spari contro le forze dell’ordine”, ha spiegato l’attore e modello Sir Maejor, uno degli organizzatori del movimento ad Atlanta, in Georgia.

“Ma devo essere onesto - ha aggiunto -: capisco perché è successo. Non lo in- coraggio, non lo tollero, non lo giustifico. Ma lo capisco”. Così alcune centinaia di dimostranti hanno portato la loro protesta

sulle scale del Congresso di Little Rock, in Arkansas. A Phoenix, in Arizona, ci sono stati attimi di tensione durante una mani- festazione nel centro della città brevemente avvolta dai gas lacrimogeni e con le forze dell’ordine che hanno anche sparato pal- lottole non letali per impedire che un ra- duno bloccasse l’autostrada che dà accesso alla città. A Rochester invece, nello stato di New York, la polizia ha arrestato per disordini 74 persone, tra cui due reporter afroamericani, a cui poi il sindaco e la polizia hanno presentato le proprie scuse. Altri tre arresti sono stati compiuti a Pho- enix. Trenta arresti in Louisiana.

La tensione resta così alta in tutto il Paese che se “non è diviso come alcuni dicono” stando alle parole del presidente Barack Obama, di certo trova unità nel respingere la discriminazione razziale an- che come fatto endemico e dal sistema continua a volerla estirpare. Un messag- gio che si rafforza anche grazie all’ade- sione di volti e nomi noti: dopo la pop- star Beyoncé - cui non mancarono tra l’al- tro le critiche quando nel suo show du- rante il Super Bowl furono letti messaggi pro ‘Black Lives Matter’ - ieri è la tennista Serena Williams che nel giorno del suo trionfo a Wimbledon dall’Inghilterra

non può che rivolgere un pensiero a quan- to sta accadendo nel suo Paese. “Chiun- que del mio colore è preoccupato. Ho ni- poti, e penso: ‘Devo chiamarli per dire loro di non uscire?’”, ha detto la campio- nessa. “Non penso che si possa continuare a sparare ai nostri giovani neri, è una si- tuazione davvero drammatica”, ha aggiun- to. “Ovviamente però non penso che la vio- lenza sia la risposta per risolvere questo problema, e quello che è successo a Dal- las è molto triste. Nessuno merita di mori- re, a prescindere dal colore della pelle, dalla nazionalità: siamo tutti esseri umani. Dobbiamo imparare ad amarci”.


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