“Protezione ai rifugiati”

Appello affinchè la sicurezza anti-Covid sia garantita a livello globale



di Fausto Gasparroni

CITTA’ DEL VATICANO. “Saluto tutti voi, cari fedeli romani e pellegrini venuti da varie parti dell’Italia: adesso cominciano a vedersi i pellegrini! Anche da altri Paesi, qualcuno, vedo le bandiere lì...”. Papa Francesco, affacciato su Piazza San Pietro dalla finestra dello studio privato, non nasconde la soddisfazione di rivedere all’Angelus i pellegrini, dopo la lunga pausa del lockdown, pur se in numero contingentato e ben distanziati fra loro, nel rispetto delle misure anti-contagio, sotto l’occhio attento della sicurezza. E all’indomani della Giornata Mondiale del Rifugiato celebrata dalle Nazioni Unite, lancia un appello perché questa “sicurezza” sia garantita a livello globale anche ai profughi. “La crisi provocata dal coronavirus ha messo in luce l’esigenza di assicurare la necessaria protezione anche alle persone rifugiate, per garantire la loro dignità e sicurezza”, afferma subito dopo la preghiera mariana: “Vi invito ad unirvi alla mia preghiera per un rinnovato ed efficace impegno di tutti a favore della effettiva protezione di ogni essere umano, in particolare di quanti sono stati costretti a fuggire per situazioni di grave pericolo per loro o per le loro famiglie”. Per Francesco, comunque, che ha sempre particolarmente a cuore il tema della cura dell’ambiente, rilanciato proprio in questi giorni dalla Santa Sede a cinque anni dalla Laudato Si’, “un altro aspetto su cui la pandemia ci ha fatto riflettere è il rapporto uomo-ambiente”. “La chiusura - spiega il Pontefice - ha ridotto l’inquinamento e ha fatto riscoprire la bellezza di tanti luoghi liberi dal traffico e dai rumori”. “Ora, con la ripresa delle attività, tutti dovremmo essere più responsabili della cura della casa comune”, avverte. “Apprezzo le molteplici iniziative che, in ogni parte del mondo, nascono ‘dal basso’ e vanno in questo senso - sottolinea Bergoglio -. Ad esempio, a Roma oggi ce n’è una dedicata al fiume Tevere. Ma ce ne sono tante in altre parti! Possano favorire una cittadinanza sempre più consapevole di questo bene comune essenziale”. Nel commento al Vangelo, l’attenzione del Papa si sofferma sulle violenze e discriminazioni anti-cristiane, ma con l’invito a “non avere paura”. “Quanti cristiani sono perseguitati anche oggi in tutto il mondo!”, esclama. “Se soffrono per il Vangelo e con amore, sono i martiri dei nostri giorni”, rileva, “e possiamo dire con sicurezza che sono più dei martiri dei primi tempi, tanti martiri solo per il fatto di essere cristiani”. “A questi discepoli di ieri e di oggi che patiscono la persecuzione - prosegue Francesco -, Gesù raccomanda: ‘Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima’”. “Non bisogna lasciarsi spaventare da quanti cercano di spegnere la forza evangelizzatrice con l’arroganza e la violenza - aggiunge -. Nulla, infatti, essi possono contro l’anima, cioè contro la comunione con Dio: questa, nessuno può toglierla ai discepoli, perché è dono di Dio”. “La sola paura che il discepolo deve avere è quella di perdere questo dono divino, la vicinanza, l’amicizia con Dio - ricorda -, rinunciando a vivere secondo il Vangelo e procurandosi così la morte morale, effetto del peccato”. Al termine, un pensiero per i papà: “Oggi nella mia patria e in altri posti si celebra la Giornata dedicata al padre, ai papà. Assicuro la mia vicinanza e preghiera a tutti i papà. Tutti noi sappiamo che fare il papà non è un mestiere facile. Per questo preghiamo per loro. Ricordo in maniera speciale anche i nostri padri che continuano a proteggerci dal cielo

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