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Puglia, arrivano i rinforzi


AGGUATO DI FOGGIA/IL MINISTRO MINNITI: LA RISPOSTA DELLO STATO SARÀ DURISSIMA


FOGGIA. "La risposta dello Stato rispet- to all'uccisione di cittadini inermi e in- nocenti sarà durissima", perché "la lotta contro le mafie è una grande battaglia di civiltà". Così il ministro dell'Interno, Marco Minniti, ha sintetizzato come lo Stato reagirà alla sfida mafiosa lanciata con la strage di mercoledì nei pressi del- la vecchia stazione ferroviaria di San Marco in Lamis, nella quale sono state uccise quattro persone: il presunto boss Mario Luciano Romito, 50 anni, il cogna- to che gli faceva da autista, Matteo De Palma, di 44 anni e due fratelli contadini uccisi in quanto testimoni inconsape- voli dell'eccidio, Luigi e Aurelio Luciani, rispettivamente di 47 e di 43 anni.

Minniti lo ha annunciato al termine della riunione del Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica, tenutasi in prefettura a Foggia. "È questa una grande questione del Paese", ha aggiun- to il ministro, e "di fronte a questa sfida ci sarà una risposta senza precedenti". "Il controllo del territorio - ha spiegato - è la prima risposta: 192 unità aggiuntive arriveranno in provincia di Foggia, la prima parte già stasera", e tra loro anche "24 appartenenti ai Cacciatori di Calabria", reparto speciale dei carabinie- ri. Si tratta di "uomini - ha detto - dei reparti prevenzione e anticrimine della polizia di Stato, delle compagnie di in- tervento dei carabinieri, dei baschi ver- di della Gdf. Il loro compito sarà 'satura- re’ il territorio".

A San Severo, ha riferito il ministro in conferenza stampa, sarà costituito sta- bilmente un Reparto prevenzione crimi- ne e così la Puglia, insieme alla Calabria, sarà l'unica regione ad avere sul proprio territorio tre reparti di questo tipo. In Puglia verranno trasferiti anche reparti speciali delle Forze di polizia. In partico- lare, ci saranno investigatori dello Sco, del Ros e dello Scico. "L'obiettivo che ci

siamo dati - ha spiegato ancora Minniti - è che ogni due mesi ci riuniremo qui per fare il punto della situazione".

"Ora è il Gargano che combatte la ma- fia" ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, al termine del- la conferenza stampa, riferendo che don Ciotti ha comunicato che "Foggia sarà sede della grande manifestazione di com- memorazione delle vittime della mafia", organizzata da Libera per il prossimo 21 marzo. "Quella contro la criminalità organizzata è una battaglia che si deve combattere uniti - ha dichiarato il presi- dente dell'Anci, Antonio Decaro, che ha partecipato al vertice di Foggia - tutti insieme per la propria parte: le istituzio- ni, schierate compatte su questa trincea, e i cittadini, quella stragrande maggio- ranza che non intende girare lo sguar- do. Altrimenti non si vince".

Sulla strage un allarme era stato lan- ciato in mattinata, dai microfoni di Radio Rai, anche dal procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti. "La criminali- tà pugliese, e in particolare questa efferatissima forma di criminalità foggiana, è stata considerata troppo a lungo una 'mafia di serie B'", ha detto, sottolineando che sul Gargano le faide tra clan vanno avanti da 30 anni, ci sono stati 300 omicidi e l'80% è rimasto impu-

nito. "Oggi lo scontro si è acceso attor- no al traffico di stupefacenti - aveva aggiunto - in particolare di droghe leg- gere dall'Albania. Un affare colossale che scatena gli appetiti dei clan e che investe, partendo dal foggiano, tutta la dorsale adriatica fino all'Europa. La ma- fia foggiana è una costola della camorra napoletana".

Nel corso della notte e anche nella giornata i carabinieri del comando pro- vinciale di Foggia hanno ascoltato nu- merose persone tra amici e parenti delle vittime, eseguendo perquisizioni, ma fi- nora non sarebbero emersi elementi utili alle indagini sulla strage.


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