Puigdemont: pronto al carcere



CRISI CATALOGNA/IL «PRESIDENT» VUOLE PORTARE MADRID ALLA CORTE DI STRASBURGO

BARCELLONA. Sono passati solo 11 giorni dalla 'storica’ proclamazione della Repubblica Catalana, ma sembrano anni luce: il President Carles Puigdemont è 'in esilio’ in Belgio con 4 ministri, gli altri 8 sono in carcere a Madrid, dove rischia di finire giovedì anche la presidente del Parlament Carme Forcadell. Lo scontro si è fatto durissimo. E si è spostato nel cuore dell'Europa. Un ricorso alla Corte di Strasburgo contro la Spagna è in preparazione. Da Bruxelles il presidente deposto ha denunciato il "fasci- smo" che trapela dalla "repressione" scatenata da Madrid contro la Catalogna e ha lanciato un appello all'Ue perché difenda le libertà minacciate dalla mano durissima dello Stato spagnolo. "Signor Juncker, Signor Tajani - ha detto rivolto ai presidenti delle istituzioni Ue davanti a 200 sindaci indipendentisti che lo hanno raggiunto nella capitale belga - è questa l'Europa che volete costruire? Con un governo democraticamente eletto in prigione?". La tensione in Catalogna rimane alta. Oggi è previsto uno sciopero generale. Domani Forcadell e cinque membri della presidenza del Parlament sono con- vocati a Madrid dal tribunale supremo, con gli stessi capi d'accusa che hanno portato in carcere giovedì mezzo Govern, "ri- bellione" e "sedizione". Rischiano anche loro la detenzione preventiva. Tutto questo, accusa Puigdemont, nel silenzio dell'Europa, "che guarda dall'altra parte". I governi comunitari finora si sono allineati su Madrid. Solo da quello belga sono venute critiche alla violenza della polizia spagnola contro i seggi del primo ottobre, all'arresto di mezzo Governo, alla richiesta di carcere per lo stesso Puigdemont. Il fronte indipendentista intanto si prepara alla nuova sfida nelle urne del 21 dicembre. Sarà muro contro muro, un plebiscito senza esclusione di colpi fra il 'sì' e il 'no’: alla 'Repubblica’, all'amnistia dei "detenuti politici", al ripristino dell'autonomia. Puigdemont ha auspicato una lista unica del sovranismo. I partiti sovranisti negoziano al foto-finish. Il premier spagnolo Mariano Rajoy darà il via alla campagna domenica con un comizio a Barcellona con il capolista del Pp Xavier Albiol. I partiti unionisti - Pp, Psc e Ciudadanos (Cs) - sperano in un ritorno elettorale dopo le forti tensioni delle ultime settimane. Un sondaggio Cis su scala nazionale dà in crescita Ciudadanos, sulle posizioni nazionaliste più dure sulla Catalogna, e in calo il Pp e Podemos. E rivela che quella dell'indipendenza catalana è diventata ora la seconda preoccupazione degli spagnoli, dopo la disoccupazione. Puigdemont e gli altri ministri, 'in esilio’ o in prigione, saranno candidati alle elezioni del 21 dicembre. Potrebbe essere il solo modo, per quelli detenuti, per uscire. Potrebbero altrimenti rimanere due anni in preventiva. L'altro è una sentenza di condanna della Spagna da parte della Corte europea dei diritti umani. Madrid, ha avvertito Puigdemont, "dovrà vergognarsi davanti alle corti internazionali". Ad ogni modo, se sarà estradato dal Belgio in Spagna, si è detto "preparato a finire in carcere".


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