“Putin è meglio di Obama”


CASA BIANCA 2016/AFFERMAZIONE SHOCK DI TRUMP AL FORUM TV DELLA NBC


WASHINGTON. “Putin è un leader forte, migliore di Obama”: schiaffo di Donald Trump al presidente americano, attaccato per la sua “debolezza” e per l’accoglienza “irrispettosa” ricevuta al suo arrivo in Cina. Nel pieno di una quasi nuova guerra fredda con Mosca, con l’ombra di hackeraggi russi sulle presidenziali, il candidato repubblicano si lancia in una nuova, pericolosa offensiva contro la Casa Bianca partecipando ad un forum tv sulla sicurezza nazionale poco dopo Hillary. Un duello a distanza proseguito ieri anche con la reazione di Obama dall’Asia: Trump “dimostra di essere inadatto alla presidenza ogni volta che parla. Penso non sia qualificato per svolgere il ruolo di presidente degli Stati Uniti”. “Questo è un lavoro serio e bisogna realmente conoscere di cosa si sta parlando”, ha aggiunto, invitando l’opinione pubblica e la stampa ad ascoltare ciò che il tycoon dice e quello che segue per scoprire che le sue idee sono “o contraddittorie o disinformate o totalmente stravaganti”. Hillary ne approfitta, puntando sull’effetto boomerang, anche in casa repubblicana, dell’uscita poco sciovinista del rivale: “in modo inconsueto ancora una volta Trump ha fatto l’elogio di Vladimir Putin come uomo forte della Russia. Superando sorprendentemente anche la soglia di preferire il presidente russo al nostro presidente. Questo non è soltanto anti patriottico e offensivo per gli abitanti del nostro Paese e il nostro comandante in chief, è anche terrificante”, dichiara ai piedi del suo Boeing 737 in una conferenza stampa. “Cosa direbbe Ronald Reagan su un candidato repubblicano che attacca i generali americani e riempie di apprezzamenti il presidente russo?”, incalza, facendo leva sul patriottismo americano e sui diritti della liberta’ e della democrazia soffocati in Russia. In effetti quella di Trump rischia di diventare l’ennesima gaffe elettorale, dopo aver invitato il mese scorso la Russia a scovare le 33 mila email (cancellate) del server privato dell’ allora segretario di stato Hillary Clinton. Ora arrivano le nuove lodi a Putin, al suo rating dell’82%, al suo “gran controllo sul Paese”, tutto in contrapposizione a Obama. E la promessa, se verrà eletto, di avere “relazioni molto buone” con il presidente russo, nella speranza di poter combattere insieme l’Isis. Se Putin “dice grandi cose su di me dirò grandi cose su di lui”, ha proseguito. “E quando mi definisce brillante, mi prendo il complimento, ok?”, ha concluso. Lo speaker della Camera Paul Ryan, il repubblicano eletto più alto in grado, ha preso le distanze, precisando di non con- dividere il giudizio su Putin, “che sta agendo come un avversario”. Persino il Cremlino fa la tara alla retorica di Trump: il portavoce, Dmitri Peskov, ha replicato che Mosca farà affidamento su ciò che dirà il nuovo presidente dopo la sua elezione, e non sulle dichiarazioni dei candidati. Nel suo intervento in tv Trump ha toccato altri due tasti sensibili. Il magnate ha detto che sotto Obama e Hillary i generali hanno fallito, sono stati “ridotti a macerie”. Poi ha sostenuto di essere rimasto “scioccato da una cosa” durante un briefing dell’intelli- gence, evocando il ‘body language’ dei suoi interlocutori che sembravano insoddisfatti di una decisione di Obama. “E’ completamente inappropriato. E indisciplinato. Non commenterei mai alcun aspetto di un briefing dell’intelligence”, gli ha replicato ieri Hillary, costretta però nel forum tv a difendersi dai sospetti dell’Emai- lgate. L’ex segretario di stato ha poi ammesso l’errore del voto a favore della guerra in Iraq, assicurando che non manderà nuovamente truppe di terra né in quel Paese né in Siria, ma ha difeso l’intervento in Libia e l’accordo sul nucleare iraniano. Quanto all’Isis, ha ricordato oggi, “la priorità è prendere al Baghdadi, come abbiamo fatto con Osama bin Laden”. Trump invece “non ha alcun piano” contro i jihadisti del Califfato, a parte “prendergli il petrolio”, ha ironizzato.


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