Putin e Erdogan sanciscono la pace


RUSSIA-TURCHIA/«VIA LE SANZIONI». ANKARA CHIEDE UNO SCONTO SUL GAS RUSSO. PROVE D’INTESA SULLA SIRI


MOSCA. Erdogan e Putin sono due leader pragmatici. Così, dopo nove mesi di crisi profonda nei rapporti tra Rus- sia e Turchia, hanno deciso di mettere da parte i dissapori nel nome degli interessi economi- ci e politici in un incontro a San Pietroburgo che appena qualche mese fa sembrava im- pensabile. Sulla Siria si può provare a trovare un compromesso, le sanzioni russe contro Anka- ra saranno eliminate gradual- mente e i turisti russi torneran- no presto in Turchia con la ripresa dei voli charter, il gasdotto Turkish Stream si farà (almeno nel tratto russo-tur- co) e anche la centrale nucleare turca di Akkuyu: queste le intese che lo «zar» e il «sulta- no» hanno annunciato ieri assieme dopo essersi stretti la mano. Per quanto riguarda la Si- ria - in cui Putin ed Erdogan sostengono fazioni avverse - i due restano però sul vago: il leader del Cremlino si limita a parlare di una posizione comu- ne nella "lotta al terrorismo", ma a una questione così deli- cata è stato riservato un in- contro speciale separato con i ministri degli Esteri e i dirigenti dei servizi segreti. La Turchia si riavvicina insomma a Mosca e gioca la carta russa anche per lancia- re un avvertimento all'Occidente, che critica le purghe colossali e il clima di caccia alle streghe lanciato in patria dal «sultano» dopo il fallito golpe. In totale 26.000 persone sono finite in carcere e de- cine di migliaia sono state so- spese o rimosse dai loro inca- richi pubblici. Ad essersi deteriorate sono soprattutto le relazioni tra Ankara e Washington, che non sembra avere alcuna in- tenzione di estradare l'imam e magnate Fethullah Gulen, ri- tenuto dal governo turco la mente del tentato putsch. Se- condo gli americani semplice- mente non ci sono elementi che provino il coinvolgimen- to dell'ex alleato di Erdogan, e questo fa infuriare Ankara: gli Usa non dovrebbero sacrifi- care l'alleanza con la Turchia per "un terrorista", ha tuona-o ieri il ministro della Giusti- zia Bekir Bozdag. Ma ci sono tensioni anche tra Turchia e Unione europea, preoccupata, tra le altre cose, dall'intenzione di Erdogan di ripristinare la pena di morte, cosa che congelerebbe i ne- goziati per l'ingresso della Turchia in Europa mentre Ankara, da parte sua, minac- cia di non applicare l'accor- do sui migranti. E' improba- bile che la Turchia - importan- te membro della Nato ed eco- nomicamente legata a doppio filo all'Europa - voglia taglia- re i ponti con l'Occidente, ma intanto il «sultano» corteggia lo «zar». A novembre Putin definì "una pugnalata alle spalle da parte dei complici del terrori- smo" l'abbattimento di un jet militare russo al confine tra Siria e Turchia da parte degli F16 di Ankara e accusò la Turchia di acquistare petrolio dall'Isis. Erdogan ora però chiama il leader russo "il mio amico Vladimir" e lo ringrazia essere stato tra i primi a te- lefonargli dopo il golpe.

I tempi sono cambiati. E' emblematico che in questo suo primo viaggio all'estero dopo il tentato colpo di Stato Erdogan abbia deciso di an- dare proprio in Russia. Duran- te l'incontro nell'elegante Sala Greca di Palazzo Konstanti- novski, il leader turco e quel- lo russo si sono promessi di ripristinare la cooperazione economica. Si va verso la gra- duale cancellazione dello stop russo alle importazioni di pro- dotti alimentari turchi - una

mazzata che ha portato al crol- lo dell'export turco in Russia nel primo semestre di que- st'anno (-60,5% rispetto allo stesso periodo del 2015) - e verso la ripresa dei voli char- ter carichi di turisti russi.

Secondo alcune fonti, inol- tre, Erdogan avrebbe chiesto a Putin anche uno sconto sul gas russo (che costituisce al- meno la metà del fabbisogno della Turchia): un'opzione di cui secondo Mosca si può di- scutere. Poi ci sono la ripresa del progetto per realizzare ad Akkuyu la prima centrale nucleare turca con il soste- gno del- l'agenzia ato- mica russa e soprattutto il rilancio del Turkish Stre- am, il gasdot- to che do- vrebbe porta- re il metano russo in Euro- pa attraverso il Mar Nero bypassando l'Ucraina.

Resta un mistero quale compromesso Mosca e Ankara possano raggiungere sulla Siria. Lunedì Erdogan ha riba- dito che Assad "deve andar- sene", una richiesta che Pu- tin non vuole di certo soddi- sfare. Rimane la questione dei curdi, che la Turchia conside- ra nemici.Alcuni analisti riten- gono che Ankara potrebbe chiedere a Mosca di ridurre il sostegno ai curdi interrom- pendo in cambio gli aiuti ai ribelli anti-Assad. Vedremo fino a che punto arriverà la realpo- litik.


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