Pyongyang minacciaTokyo



TOKYO. La Corea del Nord allunga la gittata dei suoi missili “riducendo” drasticamente la distanza che la separa dalle coste del Giappone. In un nuovo affronto di Pyongyang, che non mostra 2 segni di arrendevolezza e minaccia da vicino Tokyo come mai prima d’ora, ieri mattina il regime di Pyongyang ha lanciato due nuovi missili balistici: Russia il secondo, partito dalla provincia occidentale di South Hwanghae, ha sorvolato una distanza di1.000chilometri,prima di infrangersi a 250 chilometri a ovest della penisola di Oga, nella prefettura di Akita.

E’ la prima volta che un missile nordcoreano penetra all’interno delle 200 miglia nautiche dalle coste del Giappone. Il premier nipponico Shinzo Abe ha definito il lancio “una grave minaccia alla sicurezza del Paese e un atto intollerabile e sconsiderato”.

Il ministero della Difesa, ha detto Abe, ha India allertato le forze di autodifesa, mentre la diplomazia giapponese collaborerà col governo statunitense e con Seul. Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha dal canto prontamente espresso “forte condanna” e in una nota ha affermato che “la Nato esorta Pyongyang a smettere subito e abbandonare tutte le attività nucleari e di missili balistici esistenti in modo completo, verificabile e irreversibile”.

Anche la Farnesina ha affermato che il nuovo lancio missilistico “accresce le preoccupazioni già espresse”, e ha ricordato che “si tratta di gesti che minacciano la pace e la sicurezza internazionale, in aperta violazione delle pertinenti Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza Onu”.Allo stesso tempo, il ministero degli Esteri tedesco ha fatto sapere che convocherà oggi l’ambasciatore della Corea del Nord in Germania.

I due razzi erano modelli Rodong, con una gittata di 1.300 chilometri. Il primo si è disintegrato al decollo. Secondo fonti militari, il regime comunista ha una disponibilità di almeno 300 di questi missili. L’ultimo lancio si era verificato lo scorso marzo, con una distanza percorsa di 800 chilometri; il precedente, nel marzo del 2014, ha raggiunto i 650 chilometri.

Gli esperti anticipano nuovi esperimenti del regime nelle prossime settimane, in primo luogocome forma di protesta alle esercitazioni militari congiunte di Corea del Sud e Stati Uniti, che il regime di Pyongyang considera una preparazione ad una eventuale invasione. Oltre a infrangere le risoluzioni delle Nazioni Unite, ha aggiunto il governo nipponico, il test non era stato annunciato dalle autorità nordcoreane, e ha messo in pericolo per le tratte aeree commerciali e le rotte di navigazione. Il test di ieri con ogni probabilità rappresenta una chiara illustrazione delle capacità dei missili nordcoreani di colpire le basi Usa presenti sul territorio giapponese. Il regime di Pyongyang si è sempre dichiarato contrario all’accordo tra Stati Uniti e Corea del Sud sul sistema di difesa antimissile (Thaad), che è stato sviluppato dagli Usa proprio per intercettare e colpire i missili balistici a medio e corto raggio e che sarà installato entro il 2017 nel sud del Paese. Secondo Pyongyang, la sua realizzazione potrebbe innescare una feroce corsa agli armamenti, destabilizzando l’intera area. Il progetto Thaad ha sollevato critiche anche da parte di Cina e Russia, che hanno indicato come il dispiegamento dei potenti radar necessari al suo funzionamento potrebbero compromettere i propri apparati di sicurezza militare. Il timore di Tokyo, adesso, è che il dibattito tra i maggiori schieramenti si sposti sull’adozione o meno del Thaad, oscurando la condanna unanime delle attività di Pyongyang e consentendole di perfezionare una ricerca che diventa sempre più temibile.


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