Qatar ed il caso Mondiali



IL PAESE DEL GOLFO E LA CRISI: LA FIFA AL MOMENTO STA SOLO A GUARDARE

URUGO. La rottura dei rapporti con Arabia Saudita, Bahrein, Egitto e Emirati Arabi Uniti può costare cara al Qatar, un Paese con soli 2milioni e 700mila abitanti, ma con un’economia molto florida. I cinque paesi (vedi pagina 4) hanno infatti annunciato lo stop dei rapporti diplomatici con il Qatar, in seguito a crescenti tensioni tra i Paesi del Golfo circa il presunto appoggio qatariota a gruppi islamisti. La crisi internazionale rischia di allungare le sue nubi nere anche su un evento lontano come i Mondiali di cal- cio del 2022. La questione è già finita sul tavolo della Fifa, che però al momento si prende il suo tempo per valutare la situazione politica prima di formulare commenti. Di certo, in attesa degli sviluppi, non si può ignorare il fatto che l’appuntamento iridato in programma tra cinque anni - primo della storia che per ragioni climatiche si giocherà in inverno, poco dopo Natale - sia nato quantomeno sotto una cattiva stella. Tra scandali, inchieste internazionali, rapporti choc sugli operai-schiavi nei cantieri, “Qatar 2022" è sinonimo di guai fin dal momento della sua assegnazione, più che in odore di tangenti. La Fifa, finita addirittura nel mirino dell’Fbi anche per le implicazioni del caso Qatar, è più che prudente sul tema. “Siamo informati della situazione ma per ora è prematuro fare qualsiasi commento. Valuteremo se una reazione da parte della Fifa sia auspicabile prossimamente”, ha commentato all’ANSA, Fabrice Jouhaud, capo della comunicazione alla Federazione. I possibili sviluppi della crisi rischiano di andare ben al di là dell’ipotesi di spostare altrove la manifestazione, invisa per la sua collocazione stagionale da molte importanti leghe calcistiche. I lavori per le infrastrutture procedono a ritmo intenso, ma potrebbero subire stop e rallentamenti di fronte ad un blocco economico da parte dei Paesi vicini, sottolinea la Bbc. Lo conferma all’ANSA anche Alessandro Altobelli, l’ex bomber campione del mondo che per anni ha fatto la spola con Doha quale commentatore sportivo per Al Jazeera: “Sono rientrato venerdì, e la situazione mi sembrava tranquilla - spiega l’ex azzurro -. I tanti italiani di Doha sono sereni. Leggo di accuse di sostegno ai terroristi islamici, ma lì c’è la più grande base militare Usa del Golfo... questa situazione rischia di creare difficoltà al Qatar in chiave Mondiali, perché la sua economia è strettamente legata a quella dei Paesi vicini e molto è ancora in costruzione”. Quanto al blocco dei voli di Emirates e Ethiad, “a volare a Doha sono anche molte compagnie europee: anche se ho chiuso il mio contratto con Al Jazeera, tornare lì se vorrò non sarà un problema”.Dal punto di vista dei rapporti commerciali l’Arabia Saudita ha già cancellato l’accordo per cui Doha avrebbe dovuto sponsorizzare la squadra di calcio “Al-Ahli”. Secondo il direttore del Cornerstone Global, anche i negozi di vendita al dettaglio gestiti dalle imprese dei paesi del Golfo sono destinati a chiudere, almeno temporaneamente. Infine, come abbiamo scritto, sono a rischio i Mondiali di calcio del 2022 perché il materiale per costruire le infra- strutture arrivava dalla vicina Arabia Saudita. Ora vi sarà sicuramente un’impennata dei prezzi e notevoli ritardi con la conseguente ipotesi di spostare la sede dei mondiali in un altro Paese.


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