Quando le colpe sono dei figli



CINEMA/‘THEDINNER’DEBUTTAOGGINEGLIUSA.CONGERE,COOGAN,LINNEYE SEVIGNY

ROMA. Scandito dalle pietanze raffinate di un ristorante di lusso, dall’antipasto al digestivo, arriva in sala oggi negli Usa, ‘The Dinner’, dramma familiare ed esistenziale che attinge alla scrittura tragica e potente di un best seller come ‘La cena’ (Neri Pozza) dello scrittore olandese Herman Koch che ha già visto tre trasposizioni cinematografiche (tra cui una tutta italiana ‘I nostri ragazzi’ di Ivano Di Matteo nel 2014). Questa nuova edizione, scritta e diretta da Oren Moverman con Richard Gere, Steve Coogan, Laura Linney, Rebecca Hall e Chloe Sevigny, nonostante batta ban- diera americana, mostra però, un’anima europea, rappresentando con precisione un dramma ‘da camera’ con senso di colpa: quella per i figli da parte di due coppie che a quella cena hanno un problema da risolvere. Fotografia cupa, con prevalenza di rosso, per raccontare le colpe di Michael e Rick, quindici anni, che hanno picchiato, bruciato e ucciso, quasi per gioco, una barbona che stazionava in un locale bancomat. Le videocamere di sicurezza hanno ripreso tutto e le immagini sono state trasmesse in televisione. I due ragazzi, anco- ra non identificati, potrebbero farla franca o venire arrestati da un momento all’altro. Che fare? Michael è il figlio di Stan Lohman (Gere), membro del congresso in corsa per la carica da Governatore e della sua giovane moglie Katelyn (Hall), mentre Rick del fratello minore di Stan, Paul (interpretato da uno straordinario Coogan) e della sua affidabile moglie Claire (Laura Linney). A confrontarsi in questa importante riunione familiare che deciderà il destino di questi due ragazzi saranno soprattutto Stan e Paul. Quest’ultimo, colto e cerebrale professore, vive da sempre il complesso di un fratello maggiore pieno di fascino e successo. Ammantato da un evidente nichilismo pieno di sarcasmo che rende difficile il rapporto con gli altri, Paul soffre poi fin da ragazzo di un’instabilità emotiva che ultimamente ha deciso di non curare più. Discorso diverso per le due mamme totalmente d’accordo nel salvare i figli, costi quel che costi, prevalendo in loro l’amore per i loro ragazzi su ogni etica sociale. Su questa cena borghese, in cui si deciderà il destino di Michael e Rick (nascondere la verità o denunciare il crimine), l’ombra lunga dei rapporti familiari gonfia di rancori, invidie e competizione. “Stan è al top della sua carriera - dice Richard Gere - ha il DNA del politico di successo. È gentile e affascinante, è bravo con la gente e sa come fare le cose. Il risentimento di Paul nei confronti di Stan risale alla loro infanzia, dato che crede che il fratello maggiore abbia goduto di più attenzioni da parte della famiglia. Al contrario il mio personaggio - continua l’attore - , si sente bloc- cato dalla malattia del fratello doveva essere per forza lui l’adulto in famiglia. Credo comunque sia davvero un fratello generoso e amorevole che ha dovuto avere a che fare con i problemi e le difficoltà di Paul fin da bambino”


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