“Questa è la mia terra”


UDINESE/GIGI DELNERI FELICE DELLA CHIAMATA DI POZZO: “CI INSEGUIVAMO DA TEMPO”


UDINE. Organizzazione. E difesa a quattro. Sono i due pilastri che faranno da fondamento per il lavoro di ricostruzione dell'Udinese affidata alla guida di Luigi Delneri, chiamato a succedere a Beppe Iachini in corsa sulla panchina bianconera dopo sette giornate di campionato. Due basi che il neotecnico bianconero, friulano doc, il "31mo allenatore dell'era Pozzo" lo ha presentato il presidente del club Franco Soldati, ha ribadito con forza nel corso della conferenza stampa di presentazione nella sala stampa dello stadio. "Voglio salutare Beppe, gli auguro di poter rientrare preso nel mondo del calcio, il posto che gli spetta - ha esordito rivolgendosi al predecessore - e devo ringraziare di questa opportunità la famiglia Pozzo. Era tempo che ci inseguivamo. Ora il tempo è arrivato. Mi fa molto piacere, questa opportunità mi porta nella mia terra a vestire il bianconero non da giocatore ma da allenatore. Per me è un doppio passaggio. Prometto il mio impegno totale nel dare quello che ho a una rosa che ha dei valori. Voglio valorizzare il lavoro di Iachini e mettere la mia impronta, portando le mie idee di calcio, che non sono statiche ma abbastanza aperte. E' dall'organizzazione che partiremo", ha aggiunto. "Ci sono poche società in Italia chepossono avere a disposizione tutto quello che serve per ottenere i risultati. E qui lo abbiamo. Penso - ha proseguito - si possa fare un ottimo lavoro con i giocatori che abbiamo. Mi sembra che la tecnica individuale sia molto interessante. Ho sempre creduto nell'importanza di dare una specializzazione a ciascun giocatore, nel ruolo in cui può dare il massimo". Il lavoro da fare è piuttosto tattico. E il modulo che cucirà addosso alla squadra non potrà prescindere da una "difesa sempre a 4. Mi sembra normale perché al giorno d'oggi serve gente che sappia attaccare, abbia linee di lavoro e accoppiamenti importanti. I giocatori della rosa hanno caratteristiche che possono essere abbinate a diverse soluzioni. Dobbiamo trovare le più idonee", chiarisce, smentendo però di essere assolutamente legato al 4-4-2"A Bergamo giocavamo con il trequartista, con il 4-2-3- 1. Come modulo potremmo dare i numeri, il 4-3-3, il 4-2-3-1 o il 4-1-4- 1. L'importante è trovare l'equilibrio". Nel guardare alla rosa, Delneri è convinto di avere a disposizione una squadra con un "mix di esperienza nell'età giusta e giovani di grandi qualità, che vanno inseriti in un contesto che ne possa aumentare il rendimento. Nel calcio è importante la sicurezza di ruolo ma anche di rischiare, non in fase difensiva". Ora ha a disposizione il tempo della sosta per le Nazionali "quasi metà preparazione" per lavorare con la squadra. Poi si troverà di fronte al suo passato, la Juve. "Quando ce lo permetteranno dovremmo provare anche a sorpassare la metà campo". Anche perché sarà il passo fondamentale per riavvicinare i tifosi, ovvero "dando il massimo in campo, anche nelle sconfitte, creando gioco e situazioni da gol". Delneri, che ha vinto la "concorrenza" dell'altro friulano in lizza per la panchina, l'amico Edi Reja, ha firmato un contratto di un anno con un'opzione sul rinnovo: "Non ho mai fatto contratti più lunghi di così. Ho sempre voluto essere libero a fine anno di decidere cosa voglio fare". Avrà come secondo Ferazzoli e si avvarrà dei collaboratori già dell'Udinese.


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