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Raggi: “Prima Buzzi, ora soli”


MIGRANTI/IL CASO BAOBAB IN CONSIGLIO. VOLONTARI E PROFUGHI: “STIAMO IN STRADA”


ROMA. La vicenda del Baobab, la realtà autogestita che da maggio del 2015 ha offerto prima accoglienza ai migranti in transito per Roma, approda in Aula Giulio Cesare. La riunione straordinaria del Consiglio comunale arriva dopo lo sgombero della tendopoli allestita in via Cupa, con alcuni ospiti che di recente si sono accampati di nuovo nel quartiere di San Lorenzo. “Ci siamo attivati da subito per trovare un luogo o più luoghi che fossero destinati all’accoglienza dei transitanti - dice la sindaca Virginia Raggi -. Quando ho chiesto come mai fosse così complesso, mi è stato detto con una battuta: ‘È complesso oggi, prima bastava chiamare Buzzi e i posti si trovavano così’. Questo è il fenomeno che stiamo affrontando e che merita tutta l’at- tenzione e la cura”. Il riferimento al presunto numero due di Mafia Capitale, che secondo l’accusa al processo avrebbe fatto affari con gli immigrati, non piace all’ex assessore al Sociale della giunta Marino. “Chiedo alla sindaca di fare delle differenze - puntualizza Francesca Danese -: se è vero che in passato c’era chi chiamava Buzzi direttamente, per quanto mi riguarda ciò non è mai accaduto”.Mentre in Assemblea Capitolina si anima il dibattito tra maggioranza e opposizione, fuori - sotto Palazzo Senatorio - protestano a suon di fischietti attivisti del Baobab e migranti. “Via Cupa è stata sgomberata senza un’alternativa. La notte prima dello sgombero - dice una volontaria - c’erano 200 migranti, la notte dopo il Co- mune ha trovato sistemazione solo per 70, gli altri hanno dormito letteralmente per terra a Tiburtina. Da due giorni, dopo un’ulteriore e inutile identificazione in Questura, siamo accampati a San Lorenzo. Che chiediamo al Comune? Che cominci a fare il suo lavoro...”. “Da maggio del 2015 sono quasi 60 mila i migranti transitati da via Cupa”, dice il coordinatore dei volontari Andrea Costa. “Ci siamo trovati ad affrontare un’emergenza che abbiamo trovato e che dipende dall’inerzia di tante istituzioni che di fatto si devono occupare dell’accoglienza - sottolinea Raggi -. Oggi non sono in grado di dire quando saranno aperti i luoghi di accoglienza per queste persone, ma lavoriamo per questo”. L’ obiettivo è creare un nuovo modello di accoglienza diffusa in città, ma serve tempo. “Abbiamo fin da subito dichiarato che Roma da sola non poteva gestire questa emergenza”, ricorda l’assessore al Sociale della giunta M5S Laura Baldassarre. Ma dal municipio competente (il II, quello responsabile per via Cupa) la presidente Francesca Del Bello (Pd) a sua volta punta il dito contro l’amministrazione comunale: “Il municipio dopo il 30 settembre si è trovato a dover gestire in solitudine una situazione del tutto emergenziale”. Gli attivisti del Baobab assistono anche alla seduta, ma non possono intervenire in Aula. Stefano Fassina (SI) critica questa scelta: i volontari andrebbero “ringraziati” - dice - perché “suppliscono da un paio d’anni all’assenza delle istituzioni”. In piazza con loro ieri anche alcuni esponenti politici: da Pippo Civati (Possibile) a Gianluca Peciola (Sel).Al termine del Consiglio l’assessore Baldassarre recepisce come raccomandazioni alcuni contenuti degli ordini del giorno presentati da Pd e Fassina. Tra questi, la creazione di un punto accoglienza e in- formazione per transitanti dentro la stazione Tiburtina o in un altro scalo ferroviario. Bocciato invece quello di Fdi con- tro “l’immigrazione selvaggia”. Poi l’assessore incontra gli attivisti. “Riunione non risolutiva - riferisce Costa - tant’è che stanotte continueremo a dormire per strada”.


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