Rebus sui motivi del caos



BOLGIA DI TORINO/FRANCESCA ESCE DAL COMA, ERIKA RESTA IN GRAVI CONDIZIONI

TORINO. Esce dal coma Francesca, 26 anni, ma resta in condizioni difficili Erika, 38 anni, la più grave degli oltre millecinquecento feriti della bolgia di piazza San Carlo. Mentre i medici continuano a prestare le cure, e mentre la Digos tenta di ricostruire i fatti interrogando decine e decine di testimoni, il Consiglio comunale vara all’unanimità una commissione d’indagine “per consegnare la verità ai torinesi su quanto accaduto”. Le parole sono di Enzo La Volta, consigliere di minoranza (Pd) e primo firmatariodellamozione.Un’iniziativa quelladell’indagineinternacheottiene il plauso del ministro dell’Interno, Marco Minniti: “E’ un dovere civico e morale per i feriti ricostruire nel dettaglio - dice - cosa è accaduto e creare condizioni perché questo non accada più”. In un’intervista al quotidiano “La Stampa” il prefetto Renato Saccone afferma di “rientrare fra le persone che devono chiedere scusa”. Il 6 giugno, la sindaca Chiara Appendino si era detta pronta ad assumersi le proprie responsabilità. Saranno la commissione di indagine (votata da tutti i capigruppo in Sala Rossa) e soprattutto l’inchiesta della Procura a stabilire chi ha sbagliato e perché. Nelle stanze di comando delle istituzioni subalpine (Comune, questura, prefettura) lo sconcerto e le preoccupazioni sono quasi palpabili. I magistrati stanno prelevando valanghe di documenti quasi ovunque. Ma prima devono capire cosa ha scatenato il fuggi fuggi. Fra i testimoni c’è chi ha parlato di odori molesti e di gruppetti di persone che tossivano, chi ha detto di avere sentito un rumore insolito, chi ha notato un accenno di rissa, forse per qualche spintone di troppo fra tifosi che saltavano e “pogavano” quando ancora la Juventus sembrava in partita. Davide, il ragazzo lombardo immortalato dalle telecamere mentre tentava di placare gli animi durante la seconda delle tre ondate di panico, non ha saputo essere più preciso. La Città intanto si prepara ai prossimi grandi appuntamenti. Il 17 giugno, per esempio, arriverà il Gay Pride (che lo scorso anno aveva raccolto centomila partecipanti) e lunedì, come spiega il coordinatore, Alessandro Battaglia, “ci sarà una riunione in cui cercheremo di capire cosa si potrebbe o si dovrebbe modificare per la sicurezza della manifestazione”. Ieri è entrata in vigore l’ordinanza comunale - annunciata già da settimane - contro la “malamovida”, che fra l’altro vieta in alcuni quartieri la vendita di alcolici e superalcolici da asporto dalle 20 alle 6. Al Salone dell’Auto, in corso in questi giorni al Parco del Valentino, è vietato anche portare dall’esterno bevande in contenitori di vetro o in lattine chiuse. Vigili e agenti di polizia, durante i controlli, hanno sequestrato 60 bottiglie di birra e sanzionato due venditori abusivi. Ieri sera Minniti ha ripetuto, a Settimo Torinese per una festa del Pd: “Una cosa è chiara, noi lavoriamo non per impedire eventi di massa, ma perché avvengano in sicurezza”.


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