Recuperati due dei tre corpi


SUB/MALORE PER UN SOCCORRITORE. OGGI PROSEGUIRANNO LE OPERAZIONI DI SOCCORSO



PALINURO-CENTOLA (Salerno). Resta solo Silvio Anzola sul fondo del mare di Palinuro fra quelle grotte a 50 metri di profondità che hanno inghiottito i suoi compagni Mauro Cammardella e Mauro Tancredi i cui corpi sono stati recuperati ieri dai soccorritori (uno dei quali ha avuto un ma- lore); i tentativi per portarlo in superficie ricominceranno stamani presto. Sulla tragedia che ha portato alla morte i tre sub che si erano immersi venerdì mattina nelle acque dove vi è la Grotta della Sca- letta vuol vederci chiaro la magistratura (sono stati ripresi i luoghi ed i corpi dei sub, si vuole controllare, ad esempio, se sia stato rispettato il tragitto comunicato alle autorità) mentre il sindaco di Palinuro-Centola, Carmelo Stanziola, dice polemico: “Chiudere le grotte non serve a nulla. È come se si decidesse di chiudere gli impianti sciistici...”. Quella di vietare l’accesso alle grotte più pericolose meta di tanti appassionati del mare provenienti dall’Italia e dall’estero è un’ipotesi, ma ieri l’attenzione è stata soprattutto rivolta al recupero dei corpi dei sub intrappolati. Corpi portati prima a Casalvelino e poi nell’ospedale di Vallo della Lucania per il riconoscimento da parte dei familiari e per l’autopsia. Operazione di recupero difficile, complessa, nel corso della quale un giovane vigile del fuoco di Roma, uno speleosub di 30 anni, ha dovuto fare ricorso anche alla camera iperbarica per un principio di embolia. Difficoltà e complessità di accesso a causa del limo nel cunicolo che ‘genera sospensione e che rende la visibilità pari a zero’ come ha spiegato Giovanni Nanni, direttore regionale dei Vigili del Fuoco. Ma cosa è accaduto venerdì mattina? Secondo alcune indiscrezioni sembrerebbe che i tre sub non avessero steso la ‘sagola’ (una sorta di Filo di Arianna) lungo la grotta. Era presente, almeno ad una prima ispezione, una vecchia corda lungo la pa- rete, ma questa non copriva tutto il tragitto. In ogni caso bisognerà esaminare le strumentazioni dei tre per capire cosa sia realmente avvenuto. Certo è che non erano novellini, tutt’altro. Mauro Cammardella, responsabile del Centro diving, era apprezzato per la sua competenza ed esperienza così come Mauro Tancredi. Ugualmente esperto Silvio Anzola. Una delle ipotesi è che quest’ultimo si sia allontanato mo- strando difficoltà ed i suoi amici per soccorrerlo siano rimasti a loro volta coinvolti in un incidente. Incredulità e stupore non scompaiono dai volti di amici e conoscenti delle vittimeScrupoloso, conoscitore meglio di chiunque dei fondali della sua terra: così Mauro Cammardella viene ricordato da chi lo ha conosciuto. Nessuno riesce a credere ad una possibile disattenzione da parte del titolare del diving Mauro Sub. “Lo conoscevo benissimo - dice Fortunata - Era un uomo di grande esperienza, meticoloso, anche con le attrezzature. I due amici con lui face- vano immersioni da anni ed erano anche loro molto esperti’’. Secondo Alessandro, Cammardella e Mauro Tancredi “conosce- vano quei fondali e quelle grotte come casa loro, facendo immersioni tutti i giorni dell’anno. Il diving di Cammardella vantava cinque stelle, non faceva mai immersioni azzardate, ma sempre curate nei dettagli. Tutti coloro che li hanno conosciuti hanno perso un pezzo di cuore. Palinuro non sarà più la stessa e il dolore è straziante”.


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