Renzi: grillini irresponsabili



ROMA. Matteo Renzi chiama il ‘game over’ dopo la rottura del patto a quattro sulla legge elettorale. “Non si può più ripartire dopo che i grillini hanno dimostrato la totale mancanza di responsabilità”, è la linea che il leader dà riunendo i suoi al Nazareno dopo aver fatto partire la batteria di attacchi ai grillini. Ma, sbollita la rabbia, la soluzione è tutt’altro che semplice: i pasdaran renziani vorrebbero la fine della legislatura e il ritorno al voto con il Consultellum ma Renzi è cauto mentre da Fi è partito il pressing del Cav per convincere il Pd a tornare al tavolo. L’affondo contro i grillini non ha per il vertice dem solo l’obiettivo politico di screditare i principali rivali alle prossime elezioni.

Il messaggio è anche rivolto al Colle per dimo- strare come il Pd abbia provato in tutti i modi, anche a costo di compromessi, a fare la riforma. “Il ‘Fianum’ è fallito su un emendamento di Fi e con il voto dei franchi tiratori grillini, nessuno può dare la colpa a noi”, spiegano al Nazareno, diventato nel pomeriggio crocevia di contatti anche con il Quirinale per invitare il Capo dello Stato ad una riflessione sull’empasse della legislatura. Ma, a quanto si apprende, la via del decreto, che tocchi pun- ti di merito come le soglie, è esclusa sia per motivi costituzionali sia per motivi politici. “Se il Parlamento con un’intesa a 4 non è riuscito a fare una riforma, come potremmo approvare noi da soli un testo?”, è la domanda con cui i renziani negano tentazioni di strappi.

Ed è tutta in salita anche la strada di un anticipo delle urne, che invece sembra- va inevitabile se il 7 luglio la legge elettorale avesse avuto il via libera al Senato. “Per me possiamo arrivare al 2018, il tema sarebbe che tutti si interrogassero su che cosa è bene per il Paese”, ripete Renzi ai suoi interlocutori. Perchè, si chiedono i fedelissimi, “se questa maggioranza non ha neanche trovato un’intesa sulla legge elet- torale, è ancora più difficile trovarla su una legge di bilancio negli ultimi scampoli di legislatura”.

La prova plastica di questa difficoltà si avrà già martedì quando al Senato si dovrà votare la manovrina, che alla Camera Mdp non ha votato in protesta contro la normativa sui voucher. Là, secondo alcuni, potrebbe realizzarsi l’incidente che potrebbe spingere il Pd a chiedere la fine della legislatura. Ma al Nazareno hanno dubbi: Mdp, è la convinzione, è pronta a fare marcia indietro pur di non andare a votare. E anche Fi, il partito che ha più da perdere dopo il flop di ieri, potrebbe puntellare la maggioranza, facendo mancare i voti contrari.

Da Palazzo Grazioli già ieri pomeriggio sono partite telefonate e contatti ai vertici Pd per convincere i dem a non far saltare il tavolo. La proposta è di riprovare da martedì a cercare un’intesa senza stravolgere l’impianto del tedesco corretto ma magari sostituendo i numeri M5S con quelli dei ‘piccoli’ abbassando al 5 la soglia del 5%. Ma per ora Renzi non si sbilancia in attesa di vedere i risultati delle ammini- strative di domenica.


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