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“Renzi ha diviso il Pd”



SINISTRA/NATO IL NUOVO PARTITO DP, SPERANZA VA ALL’ATTACCO DELL’EX PREMIER

ROMA. E’ subito alta tensione tra Pd e DP, il nuovo partito nato alla sinistra dei Dem, con il rischio che tali fibrillazioni si riflettano sui provvedimenti del governo in Parlamento. Dopo l’esordio in stile anglosassone di sabato del nuovo partito, Roberto Speranza critica duramente Matteo Renzi, mettendo sul chi va là Gentiloni dai possibili sgambetti dell’ex segretario. Parole che hanno provocato la reazione di Lorenzo Guerini. E il clima incandescente si registra anche nelle prime battute tra i candidati al congresso Dem, sul quale incombe la vicenda dell’inchiesta Consip. Speranza ha attribuito a Renzi la responsabilità della scissione, per poi ironizzare sul suo recente viaggio in California: “Più che un viaggio, quello di Renzi mi sembra una fuga, una fuga dalle responsabilità. Il Pd è imploso e lui ha deciso di infischiarsene”. Parole liquidatorie anche sul congresso del Pd: “Io ho deciso di non candidarmi al congresso del Pd - ha detto - perché si tratterà solo di cercare un plebiscito per il capo, dopo quello del referendum che ha perso. Si tenterà solo di rilegittimare Renzi che probabilmente lo rivincerà”. Ma quella che per i renziani è stata la goccia, sono state le affermazioni sul governo: “Gentiloni deve aver paura di Renzi non di Speranza. Noi cercheremo di portare nell’agenda i temi sociali ma non faremo mancare il nostro appoggio”. Sui social si son fatte sentire le repliche a Speranza (definito “rancoroso” da Stefania Covello), al quale ha risposto il vicesegretario Lorenzo Guerini: “Arriverà un giorno in cui finalmente metteranno da parte l’odio personale e ci racconteranno che cosa pensano dell’Italia e non solo perché odiano Matteo Renzi. Attendiamo fiduciosi”. In più arrivano le carte bollate. Alcuni Democrat calabresi annunciano il ricorso alle vie legale perché “Democratici e Progressisti”, nome del nuovo Movimento, era quello di una lista che appoggiò nel 2014 il governatore Pd Mario Oliverio. E “Articolo 1”, anch’esso nome del Movimento di Speranza, era il nome di una lista presentatasi a Lipari nel 2012. Questa tensione potrebbe riflettersi già in settimana alla Camera su alcuni provvedimenti, sui quali i DP hanno posizioni diverse dai Dem. In commissione Affari Costituzionali arriva il decreto sicurezza rispetto al quale il gruppo di Scotto e Speranza vuole un approccio meno sicuritario. E anche in Commissione Lavoro governo e Pd portano avanti una legge di riforma dei voucher che eviterebbe il referendum della Cgil: ma ieri Speranza ha ribadito la richiesta di indire subito il referendum al quale voterà sì. Ma anche il tono del dibattito interno al congresso Pd è poco anglosassone: Francesco Boccia, sostenitore di Emiliano ha fatto propria l’accusa a Renzi di aver creato la scissione, mentre Drio Ginefra, anch’egli sostenitore del Governatore pugliese, ha invitato gli scissionisti a venire a votare alle primarie del Pd il 30 aprile, in chiave anti Renzi. Ieri poi la notizia che gli sms di Luca Lotti a Emiliano, per segnalargli un impren- ditore amico di Tiziano Renzi, saranno acquisiti ufficialmente nell’inchiesta Consip con l’audizione, in qualità di teste del governatore pugliese. Il timore dei renziani è che i “veleni” offuschino il dibattito politico. Al lavoro però anche alcuni pontieri, specie in Emilia, con Andrea De Maria e il segretario bolognese Francesco Critelli. Un segnale arriva dalla Bolognina: il locale circolo ha evitato la scissione tenendo aperta la sede tutti insieme.


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