Renzi irremovibile su Visco



BANKITALIA/RASSICURA SULL’APPOGGIO AL GOVERNO, MA SI SCONTRA CON BOLDRINI

ROMA. Non mette via la "clava", Matteo Renzi. Assicura di non voler "scaricare" Paolo Gentiloni. Ma non mette la sordina ai suoi attacchi a Bankitalia, non fa niente per spianare al premier la strada che porterà in settimana alla scelta del nuovo governatore. I renziani, che sul tema hanno interrotto i contatti con Palazzo Chigi, sono convinti che si vada verso la riconferma di Ignazio Visco: "Volete nominare Visco? Fatelo. Volete nominare un altro? Fatelo", taglia corto Renzi. Ma rivendica "nel metodo e nel merito" la mozione presentata martedì contro la Banca (e il suo governatore). Dice di averne conosciuto il contenuto "nello stesso momento" di Gentiloni, di aver concordato con lui le modifiche. E ingaggia un duello con Laura Boldrini sull'ammissibilità del testo. In vista della nomina del governatore Palazzo Chigi e Bankitalia tacciono. In giornata in ambienti parlamentari circola l'ipotesi di un'accelerazione della scelta in Consiglio dei ministri, per chiudere la vicenda e smorzare la tensione. Ma le voci non trovano conferma nel governo: la decisione dovrebbe essere assunta nella seconda parte della settimana. E fino all'ultimo il premier manterrà il massimo riserbo, senza chiudere nessuna opzione (riconferma, nome interno o esterno). Ma lo scontro politico non accenna a smorzarsi. Anche perché il leader Pd, stupito dalle critiche ricevute per la sua iniziativa, torna all'attacco. E punta il dito contro Boldrini nel corso di un'intervista a "1/2h in più". A chi lo accusa di aver preso un'iniziativa populista ed eversiva, contro le regole, attacca: "E' Boldrini a non difendere le regole. Se fossi stato il presidente della Camera, avrei giudicato non ammissibile la mozione" del M5s su Bankitalia, cui il Pd ha reagito con una propria mozione. "Non c'era alcuna ragione regolamentare per giudicare inammissibili le mozioni sulla Banca d'Italia", replica a stretto giro la presidente. "C'è un diritto del Parlamento ad esercitare il suo potere di indirizzo" sulla nomina del governatore: "Le valutazioni di opportunità politica spettano invece ai gruppi. A ciascuno le sue respon- sabilità". Ma le parole di Boldrini vengono lette come un successo dai renziani: "Se la mozione era legittima, perché i commentatori attaccano il Pd, possiamo entrare nel merito?". Se Boschi sarà presente, da sottosegretaria alla presidenza, al Consiglio dei ministri per la scelta del nuovo governatore, è una domanda che Renzi rinvia alla stessa Boschi e a Gentiloni. Sulla nomina Renzi continua a garantire di non voler entrare: "Vorrei fosse scelto il migliore possibile ma io non ho nomi. La scelta per il futuro spetta a Gentiloni. Ma il giudizio su quanto accaduto deve essere il più laico possibile". Silvio Berlusconi difende Visco e le sue responsabilità nelle crisi recenti.

Mentre Renzi attacca senza remore: "Non ho paura di dire la verità senza la subalternità di certa sinistra. Io mi emo- ziono quando sto tra la gente, non quando vedo il governatore. E' mistificatorio far credere che il problema dell'Italia sia una banchetta come Etruria. Si è fatto credere - lamenta - che tutti i problemi delle ban- che fossero derivati dalla politica e io ne ho subito le conseguenze".

Perciò il leader Pd ribadisce tira drit- to, nonostante le critiche di padri nobili del Pd come Prodi, Veltroni e anche Na- politano. Quelle critiche, spiega, le rispet- ta, ma non le comprende.


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