Renzi lancia il suo Giachetti



ROMA. “Vi presento il prossimo sinda- co di Roma: Roberto Giachetti”. E’ un Matteo Renzi in versione ‘presentatore’, a lanciare la volata al candidato Pd per il Campidoglio. Due sgabelli sul palco e ol- tre un’ora di chiacchierata, nel gremito au- ditorium della Conciliazione di Roma, per illustrare i progetti per la città (con una forte difesa della candidatura alle Olim- piadi). Diventa l’occasione di continue stoccate agli avversari più temibili, i Cin- que stelle.

“Ci sentiamo dire onestà da gente che governa in 17 comuni - è l’attacco del pre- mier - e ha casini nella metà di quelli. Di- cono onestà, ma facessero trasparenza: hanno un blog che dice cosa fare e il sim-

bolo appartiene al nipote del fondatore”.

Renzi arriva nella sala, a due passi dal Vaticano, al termine di una giornata aperta dalla presentazione di un manifesto con 258 fir- me di personalità della cul- tura, della scienza e dello spettacolo (da Luigi Berlin- guer, a Umberto Galimber- ti, a Federico Moccia e Susanna Tamaro) al refe- rendum costituzionale di ottobre. “E’ la sfida deci- siva per la stabilità. Si ras- segni chi si ostina a parla- re di battaglia personale:

una parte importante del Paese si sta schie- rando, al di là di ogni colore, perché l’Ita- lia esca fuori dalla palude degli inciuci. Con meno politici superpagati e più buo- na politica”, afferma il premier. Ma di re- ferendum non si parla dal palco dell’au- ditorium. Perché domenica si vota per le comunali: fari puntati su Roma.

In sala c’è anche Gianni Cuperlo, del- la minoranza Pd, mentre nel pomeriggio Pier Luigi Bersani ha sostenuto Giachetti in un comizio nel quartiere “rosso” Pri- mavalle. La tensione nel partito è ancora alta. E Bersani non rinuncia ad accenti cri- tici: “Denunciamo pure grillini e fascisti, ma riprendiamo il filo di quel che siamo

noi. Al lavoro e alla lotta!”, incita da sini- stra. Ma la tregua interna sembra reggere, in nome del sostegno ai candidati. E Ren- zi dal palco dell’auditorium dice “grazie a Pier Luigi e tutti quelli che stanno lavo- rando”.

Anche se non resiste alla battuta: “S’è capito che era preparata?”. “Dopo quel che è successo non era facile: sembrava impossibile ma il sogno si può realizza- re”, dice Renzi. Non solo andrà al ballot- taggio, ma Giachetti può rimontare sulla Raggi e vincere: è questa la scommessa di Renzi, che chiama alla mobilitazione il Pd romano.

Il Comune avrà la “collaborazione” del governo e della Regione, a partire da temi come le infrastrutture.

Ma serve una “svolta reale sulla puli- zia della città”, afferma il premier. Il ‘for- mat’ del botta e risposta tra segretario e candidato, dà a Renzi la possibilità di iro- nizzare su Giorgia Meloni, che si conten- de con Giachetti un posto al ballottaggio (“Solidarietà: ha al fianco Salvini che vuol mettere il pedaggio sul grande raccordo

anulare e riportare la capitale a Milano) ma soprattutto di attaccare a muso duro il M5s. “La politica è compromesso, sennò è fanatismo”, dice di loro. Poi ricorda che la sbandierata onestà va dimostrata sul campo, come ha fatto Giachetti che da am- ministratore a Roma con Veltroni e Rutel- li (“E’ l’unico con esperienza”) non ha ri- cevuto nessun avviso di garanzia.

“Raggi farà pagare il biglietto della funivia col baratto”, scherza tra l’altro il premier, che apostrofa la candidata grilli- na con un caustico: “Raggi chi?”. Ne ha anche per Luigi Di Maio: “Se fa il vice- presidente lui...”.

E fa il verso al “continuo gridare al complotto” dei grillini. Sulle olimpiadi, oggetto di polemica da parte dei Cinque stelle, i francesi, ricorda il premier, lavo- rano uniti. Infine, lo spazio per sottolinea- re che Giachetti sarà un sindaco indipen- dente e respingere l’accusa di autoritari- smo: “Han detto che stiamo epurando tut- ti... Sono tre puntate che non ci invitano a Ballarò: siamo i primi che epurano senza essere invitati”.


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