Renzi ora cerca la tregua



PD/OGGI NON CI SARÀ LA RESA DEI CONTI SUI RISULTATI DELLE AMMINISTRATIVE

ROMA. Niente resa dei conti oggi nella direzione del Pd, convocata per un'analisi del deludente esito delle amministrative e dopo le critiche della minoranza ma anche del ministro Dario Franceschini, colonna della maggioranza, sulle alleanze. Matteo Renzi non ha alcuna intenzione di aprire fronti polemici a meno che non finirà nel mirino ma chiederà a tutti di concentrarsi sul rilancio del partito, da un lato, e sul programma del Pd in vista delle politiche. Programma che, nel libro "Avanti", in uscita il 12, l'ex premier arricchirà di nuovi spunti, come, nel capitolo sull'immigrazione, un ragionamento che va dallo ius soli al numero chiuso sugli accessi. Nella riunione di oggi si annuncia una novità comunicativa: per la prima volta da quando è segretario, il leader dem ha deciso di 'chiudere' i lavori della direzione. Niente streaming per giornalisti e militanti inte- ressati, niente cassa di risonanza per i membri. Un "metodo 5 Stelle" per alcuni che ricordano come i grillini siano passati dalla trasparenza comunicativa alla decisione di lavarsi i panni sporchi in casa. In realtà, a seconda dei vari segretari, le riunioni della direzione dem sono state a volte a porte aperte e altre a porte chiuse per favorire un confronto interno scremato dalle polemiche mediatiche. Lontano dai riflettori, quindi, le varie correnti potranno confrontarsi. Ma, attraverso il lavoro dei pontieri, si dovrebbe andare verso una tregua interna: prematuro, sarebbe la valutazione concorde di tutte le correnti, far deflagrare adesso le divisioni sulle alleanze visto che non si sa ancora con che legge elettorale si andrà a votare. E so- prattutto perchè ormai sembra chiaro che si andrà a scadenza naturale della legislatura. Ieri Gianni Cuperlo ha rilanciato, come Andrea Orlando, la necessità di un modello maggioritario che favorisca le coalizioni. Ma a stretto giro Matteo Orfini, presente al convegno della minoranza, ha ribattuto che il sistema proporzionale è meglio per rilanciare la vocazione maggioritaria tornando a mettere uno stop sulla "mitizzazione" degli anni dell'Ulivo e dell'Unione. Temi dai quali Renzi si terrà oggi ben lontano nella sua relazione. Il leader chiederà, in vista dei congressi provinciali d'autunno, di lavorare per il "rinnovamento". Con l'obiettivo di immettere linfa nuova quando si tratterà di comporre le liste per le politiche. Ma è soprattutto all'alfabeto per la nuova campagna elettorale che l'ex premier sta lavorando. Qualche anticipazione si avrà già nel suo libro, che, dopo una serie di rinvii, uscirà la prossima settimana. 240 pagine in cui Renzi ripercorrerà soddisfazioni ed errori dell'esperienza a Palazzo Chigi. L'ex premier si toglierà qualche sassolino verso gli avversari politici ma, come annuncia la quarta di copertina, rilancerà "l'azione politica del Pd a tutto campo". Riprendendo alcuni temi già accennati in passato, come il ritorno ai parametri di Maastricht e il quoziente famigliare, ma lanciando anche nuovi messaggi. Una ventina di pagine, a quanto si apprende, saranno dedicate al tema dell'immigrazione, che in questi giorni ha aperto un serrato confronto tra l'Italia e l'Europa. E qui Renzi, pur rivendicando lo ius soli di cui in questi giorni chiede l'approvazione anche con il voto di fiducia se necessario, lancia un ragionamento, destinato a far discutere soprattutto a sinistra: il "numero chiuso sugli accessi" partendo dall'affermazione, che serve anche come chiamata all'Europa, che l'Italia non può più continuare ad accogliere tutti.


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