«Riattivare il processo di pace»



VATICANO/FACCIA A FACCIA TRA IL LEADER PALESTINESE ABU MAZEN E IL PAPA. FOCUS SUI «DUE STATI»

CITTÀ DEL VATICANO. La difficile situazione in Medio Oriente, la questione dei due Stati, Israele e Palestina, e il nodo sullo status di Gerusalemme. Il leader palestinese Abu Mazen è venuto in Italia per riaccendere i riflettori sulla martoriata area, per dire che gli Stati Uniti non possono essere gli unici mediatori e per chiedere aiuto a tutta la comunità internazionale. Prima tappa in Vaticano - poi anche l'incontro con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e quello con il premier Giuseppe Conte - dove nei venti minuti di faccia a faccia, Francesco e il leader palestinese hanno parlato della necessità di "riattivare il processo di pace tra israeliani e palestinesi e raggiungere la soluzione dei due Stati, auspicando un rinnovato impegno della comunità internazionale nel venire incontro alle legittime aspirazioni di entrambi i popoli", ha fatto sapere il Vaticano. "Un'attenzione particolare è stata riservata - ha comunicato ancora la Santa Sede in merito al colloquio a porte chiuse tra Bergoglio e Mahmoud Abbas - allo status di Gerusalemme, sottolineando l'importanza di riconoscerne e preservarne l'identità e il valore universale di Città santa per le tre religioni". Un obiettivo, questo, che non è rispettato dai diversi annunci, a partire da quello del presidente Usa Donald Trump, di voler spostare le ambasciate da Tel Aviv nella città che è invece il cuore di difficili equilibri. Il Papa e Abu Mazen si conoscono da tempo, diversi sono stati gli incontri e le telefonate. E nel clima cordiale e nell'assicurazione di Abu Mazen che questo tempo di Natale sarà dedicato alla preghiera per la pace (pace che è anche il tema del Messaggio che Francesco gli ha donato), colpisce la frase di congedo del leader palestinese, lui musulmano, rivolta al capo della cristianità: "Contiamo su di te". Una specie di 'sos', o meglio, "grido di sofferenza" come lo definisce commentando da Gerusalemme il Custode di Terrasanta, padre Francesco Patton. "Dopo tanti anni, ancora passi significativi non ce ne sono" e "il cosiddetto progetto dei due Stati rischia di andare via via eva- porando. È un progetto che sembra che sia continuamente eroso dal cambio della situazione, e quindi io penso - dice il fran- cescano a Radio Vaticana - che il messaggio del presidente Abu Mazen sia soprattutto, oserei dire, un grido di sofferenza". Dopo l'incontro in Vaticano Abu Mazen è stato al Quirinale, a colazione con il Presidente della Repubbli- ca Sergio Mattarella; era presente all'incontro anche il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi. Poi tappa a Palazzo Chigi dove il presidente pale- stinese ha avuto oltre un'ora di colloquio con il premier Giuseppe Conte. Di pace il Papa ha parlato anche nell'incontro con i giovani di Rondine-Cittadella della Pace, un'esperienza che da vent'anni in Toscana fa convivere ragazzi che sulla carta sono 'nemicì. Israeliani e palestinesi, per esempio, e proprio due di loro hanno consegnato a Francesco un appello per la pace.


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