“Rimpatri a carico dell’Ue”

MATTARELLA CHIEDE MECCANISMI AUTOMATICI DI REDISTRIBUZIONE. SI MOLTIPLICANO GLI SBARCHI



ROMA. "Meccanismi automatici" per la redistribuzione in Europa dei migranti e rimpatri "a carico dell'Ue". Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella rilancia la necessità di un'intesa a livello europeo che consenta di uscire dalla gestione emergenziale di un fenomeno sempre più strutturale, come dimostrano i continui sbarchi: 28 tunisini soccorsi dalla Gdf al largo di Lampedusa, altre 56 persone recuperate da Malta, l'ennesimo allarme diAlarm Phone per un barchino con 35 a bordo e la Guardia Costiera libica, stando alle organizzazioni umanitarie, che ha riportato a Tripoli quasi 500 persone negli ultimi 5 giorni.

Senza contare gli oltre cento che sono ancora a bordo della Ocean Viking, la nave di Sos Mediterranee e Msf in attesa di un porto sicuro. Il capo dello stato parla al termine dell'incontro con il presidente tedesco Frank- Walter Steinmeier - che ha visto anche il premier Giuseppe Conte - consapevole che una ripresa massiccia degli sbarchi metterebbe a rischio i già precari equilibri nell'esecutivo, con Salvini che anche ieri ha attaccato a testa bassa: "governo di venduti, ha riaperto i porti". A preoccupare non è solo la Libia: in Tunisia, dicono fonti italiane e tunisine, si sarebbe diffusa la voce che la Germania sarebbe pronta a concedere permessi di soggiorno con una certa facilità. E non solo: il possibile accordo sulla redistribuzione dei migranti in Ue verrebbe letto dai giovanissimi come una sostanziale via libera alla partenza. "Crediamo sia necessario - dice dunque Mattarella - che i Paesi che avvertono la responsabilità comune di fronte a un fenomeno epocale come quello delle migrazioni trovino soluzioni, sperando che siano condivise dall'intera Ue, ma che comunque consentano dei meccanismi automatici di distribuzione dei migranti e de2i rimpatri posti a carico dell'Unione". È Bruxelles, sottolinea, che deve "adottare e assumere" su di sé "l'onere dei rimpatri": perché "è in grado di farlo con maggiore efficacia di quanto non possono fare i singoli Paesi, rimpatriando, con rispetto della loro condizione e dei diritti umani, coloro che non hanno titolo per l'asilo". Elementi di cui hanno discusso anche il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese e il collega spagnolo Fernando Grande-Marlaska Gomez. Nella nota congiunta, dopo l'incontro i due parlano di "piena sintonia" su alcuni punti: maggiore coinvolgimento dell'Ue nel sostenere i Paesi alla frontiera esterna, riforma del regolamento di Dublino, gestione condivisa dei flussi. Di tutto questo si parlerà lunedì a Malta nel vertice con Italia, Malta, Francia, Germania, Spagna, Finlandia (in qualità di presidenza di turno del Consiglio Ue e Commissione europea. L'obiettivo dichiarato è duplice: arrivare ad un "meccanismo automatico" di redistribuzione tra i 'volenterosi' e trovare una formula per sanzionare i Paesi che non accettano la loro quota di migranti. Le aperture di Macron giovedì e della Germania ieri nei confronti dell'Italia non sciolgono però il nodo centrale su cui rischia di naufragare il vertice: Parigi e Berlino continuano a parlare di redistribuzione dei soli richiedenti asilo, una quota minima di coloro che sbarcano, con i migranti economici che dovrebbero rimanere negli hotspot dei paesi di primo approdo fino al rimpatrio. Ma l'Italia - spalleggiata da Malta all'ultimo vertice di Helsinki - ha già respinto questo accordo, chiedendo la redistribuzione di tutti i migranti e la rotazione del porto di sbarco.

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