Ripartono scuola e... polemiche

COVID/MOZIONE DELLA LEGA PER LE DIMISSIONI DELLA AZZOLINA. IL MINISTRO: ACCUSE INGIUSTE



di Sandra Fischetti

ROMA. A sei mesi dal lockdown hanno riaperto le prime scuole tra sollievo e preoccupazioni di genitori e studenti. E polemiche, soprattutto politiche. La principale ha visto protagonisti la ministra Azzolina e il leader della Lega Matteo Salvini, che si prepara a raccogliere in piazza le firme a sostegno della richiesta di dimissioni della titolare dell’Istruzione. La Lega ha già pronta una mozione di sfiducia che sarà presentata al Senato e che vorrebbe condividere con l’intero centro-destra. La campanella è tornata a suonare per 91.797 alunni dell’Alto Adige. E per i piccoli di un luogo simbolo dell’emergenza Covid, ilComunediVo’cheregistròil21febbraio scorso il primo decesso italiano e che dvenne in Veneto la prima zona rossa. I banchi completi di arredi anti-virus sono tornati nella scuola trasformata in quei difficili giorni in un “laboratorio prelievi” per uno screening di massa che coinvolse l’intera popolazione. Ad animarla le voci festanti dei 19 bambini della prima classe della materna “Gianni Rodari”. Sono solo i primi. E il giorno clou sarà il 14 settembre quando il capo dello Stato da questo istituto darà avvio ufficialmente all’anno scolastico. I problemi non mancano:”la Regione non ci ha dato personale in più, ma fondi per 70mila euro per la nostra scuola, che sono pochi”, dice il dirigente scolastico Alfonso D’Ambrosio, spiegando che ci vorrebbero altri 4- 5 collaboratori. Alcune scuole sono state riaperte anche a Torino (la Nigra e il Liceo classico D’Azeglio) e Milano (tra gli altri il liceo Beccaria). Il capoluogo lombardo è la prima delle grandi città a ripartire con asili e nidi comunali per 19mila bambini, che diventeranno 30mila a regime quando saranno terminati gli inserimenti. Non tutto però è filato liscio. Una materna non ha potuto aprire per la presenza di topi e una polemica si è aperta sui dispositivi di protezione previsti per il personale, dopo la foto postata da un’educatrice, bardata con camice di plastica, mascherina e visiera che poneva il problema di come presentarsi in queste condizioni a bambini di due anni dopo sei mesi di stop. Anche qui problemi di personale. “Il bando messo in piedi on line per cercare di trovare insegnanti disponibili a trasferirsi in Lombardia è stato un fiasco assoluto”, dice il sindaco di Milano Beppe Sala. Anche la Gilda definisce un flop le call veloci e prevede 200mila supplenze. Ma è soprattutto il centro-destra, Lega in testa, a mettere sotto accusa la ministra.”Mancano 60.000 insegnanti,10mila aule, non ci sono i termoscanner, manca la metà dei banchi . Chi scherza sulla pelle degli insegnanti e delle famiglie non è degno di stare al governo di questo Paese”, dice il leader della Lega. Poco prima Salvini era stato rimbrottato dalla titolare dell’Istruzione: usa il tema scuola come “clave elettorale, terrorizzando famiglie e studenti” e con accuse “ingiuste” :” ce l’ha una coscienza?”. Critiche alla ministra anche da Forza Italia e da Fdi, che con Giorgia Meloni accusa Azzolina di voler discriminare i genitori dei ragazzi disabili.Si tratta di “propaganda” liquida la questione il ministero, spiegando che non ci sarà per questi studenti nessun taglio di orario. La vera prova generale è attesa per il 14 settembre quando riapriranno la gran parte delle scuole in tutta Italia. Non tutte però : in Friuli si ricomincerà il 16 settembre, in Sardegna il 22, e in cinque regioni si ripartirà dopo le elezioni regionali: perchè a Puglia, Calabria, Basilicata e Abruzzo, si è aggiunta ieri anche la Campania, che ha anche deciso di rendere obbligatorio lo screening per tutto il personale scolastico, con risultati dei tamponi in 24 ore, e di acquistare termoscanner per la misurazione della febbre a scuola.

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