Rito abbreviato per il killer di Sara



VINCENZO PADUANO UCCISE E BRUCIÒ LA EX, LA SENTENZA A MAGGIO. LA MADRE: AVRÒ GIUSTIZIA

ROMA. Sarà giudicato con rito abbreviato Vincenzo Paduano, il 27enne che la notte tra il 28 ed il 29 maggio del 2016 uccise e diede fuoco alla sua ex fidanzata, Sara Di Pietrantonio, in strada alla Magliana, quartiere alla periferia sud di Roma. La decisione è stata presa dal gup Gaspare Sturzo che ha così accolto la richiesta della difesa dell'imputato. Il giudice ha fissato le prossime due udienze per il 7 ed il 10 aprile, mentre la sentenza è in programma il 5 maggio. In caso di condanna, Paduano, reo confesso dell'omicidio della 22enne, potrà usufruire dello sconto di un terzo della pena rischiando al massimo 30 anni. Le accuse nei confronti dell'imputato sono quelle di omicidio volontario premeditato, stalking, incendio e distruzione di cadavere. Reati compiuti in una tragica notte di fine primavera dello scorso anno, quan- do Paduano decise di mettere in pratica le continue minacce di morte nei confronti di Sara. Non sopportava l'idea che la giovane, studentessa universitaria, potesse frequentare qualcun altro. E così, colmo d'ira e rabbia - come ammise ai poliziotti al termine di una lunga notte di interrogatorio - seguì la ragazza, la strangolò e poi le diede fuoco fuggendo via. Immagini impresse sui filmati delle telecamere presenti in zona e che hanno aiutato gli inquirenti a chiarire la dinamica dell'omicidio. Secondo quanto ricostruito dall'accusa, quella notte Sara decise di vedere il suo ex fidanzato per l'ultima volta, per mettere la parola fine ad una storia più che tormentata, culminata nelle continue minacce, fisiche e verbali, del 27enne vigilante privato. Dalla discussione si passò presto alla lite, con la 22enne che tentò la fuga in auto. Paduano la inseguì, la raggiunse e la speronò costringendola a fermarsi in una strada buia. Lì la strangolò e poiappiccò il fuoco con una tanica di benzina che si era portato dietro. Ma questo non è stato l'unico elemento che ha portato alla premeditazione. Secondo quanto ricostruito dalla procura di Roma, infatti, Paduano un paio d'ore prima di uscire di casa scrisse su Facebook la frase "Quando il marcio è radicato nel profondo ci vuole una rivoluzione, tabula rasa, diluvio universale". In una conversazione, poi, è la stessa Sara a chiedere al suo ex: "Perché vuoi uccidermi?" Ora la decisione del giudice di accogliere il rito abbreviato ha fatto discutere, soprattutto sui social network. "Ancora una volta non funziona la magistratura", scrive un ragazzo. "E dopo Foffo con Varani - commenta una giovane - ecco il rito abbreviato concesso anche a chi ha bruciato viva Sara Di Pietrantonio". "Sono certa che otterrò giustizia", le uniche parole della mamma di Sara che ora attende le prossime udienze e poi la sentenza.


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