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“Rivlin: Inorridito dalle minacce”

LETTERA DEL PRESIDENTE ISRAELIANO ALLA SENATRICE SEGRE. PROFANATE IN DANIMARCA 80 LAPIDI IN UN CIMITERO EBRAICO

di Massimo Lomonaco


TELAVIV. Israele scende in campo a difesa di Liliana Segre. Sia il presidente Reuven Rivlin che lo Yad Vashem, il Museo della Memoria di Gerusalemme, hanno duramente denunciato le minacce antisemite che hanno portato alla necessità di dotare la senatrice a vita italiana di una scorta a sua difesa. In una lettera inviata ieri a Segre, Rivlin si è detto "inorridito" della notizia e l'ha invitata in Israele: "Sarebbe un grande onore mio personale e per lo Stato di Israele, accoglierti a Gerusalemme e in Israele", ha scritto il capo dello Stato. Poi ha sottolineato di "rimpiangere profondamente che le circostanze della mia lettera siano così dolorose". "La tua missione personale, la tua forza e il tuo coraggio sono modello per noi in Israele e per le comunità ebraiche in tutto il mondo", ha aggiunto il presidente israeliano. Parole ancor più significative mentre dalla Danimarca - ennesima conferma di un antisemitismo crescente in Europa - giungeva l'annuncio della profanazione di oltre 80 lapidi in un cimitero ebraico risalente al 1807 a Randers, una cittadina dello Jutland. Su una delle tombe è stato anche incollato un adesivo giallo con la stella di David e la scritta 'Jude'. "Non ci sono parole - ha insistito Rivlin nella lettera a Segre - per esprimere adeguatamente il mio orrore e il mio disgusto per il fatto che tu debba essere esposta a tale comportamento criminale. Come sopravvissuta alla Shoah, hai visto le conseguenze terribili e tragiche dell'antisemitismo se non fermato". Per Rivlin le minacce alla senatrice sono "solo un altro terribile esempio della realtà per gli ebrei in Europa oggi. Ma credo che la risposta più appropriata - ha proseguito - sia continuare a fare quello in cui credi". "Eguaglianza, diritti umani, accettazione dell'altro e tolleranza sono - ha concluso - valori chiave dell'ebraismo e universali, sono le fondamenta su cui sono basate le nostre vite e senza di loro saremmo persone senza valore". "E' inaccettabile - ha stigmatizzato anche lo Yad Vashem - che odio e xenofobia ancora piaghino la nostra società post Shoah. Sopravvissuti all'Olocausto come la senatrice Liliana Segre sono testimoni viventi degli orrori che possono realizzarsi quando l'antisemitismo è senza controllo". Dopo aver ribadito il suo sostegno alla senatrice, Yad Vashem si è augurato che "le autorità italiane agiscano per assicurare la sicurezza della senatrice e degli altri ebrei italiani". Per rimarcare quanto alle parole debbano seguire i fatti, ha quindi fatto appello ai leader del mondo affinché dichiarino "il loro impegno nel combattere l'antisemitismo e tutte le forme di odio". Per questo ha ricordato che il prossimo 23 gennaio il Museo ospiterà il Quinto Forum Mondiale sulla Shoah per commemorare il 75o anniversario della liberazione di Auschwitz-Birkenau. Un appuntamento al quale saranno presenti lea-der di più di 30 paesi, compreso il presidente Sergio Mattarella. Non sarebbe strano che proprio in quell'occasione Liliana Segre possa accogliere l'invito di Rivlin. Sulla vi- cenda è tornato ieri anche il segretario della Lega, Matteo Salvini. "E' giusto - ha detto da Ferrara - essere vicini alla senatrice e a chiunque sia vittima della violenza del prossimo. Però senza l'ipocrisia di qualcuno che a sinistra si sta sgolando per Segre e poi, quando sfila in piazza la Brigata ebraica il 25 aprile, la fischia perché odia Israele e lo vorrebbe cancellare dalla faccia della terra. Si dovrebbero vergognare".

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