“Roma a rischio di liquidità”

GOVERNO/ALLARME ALLA CAMERA DEL COMMISSARIO STRAORDINARIO DEL DEBITO



di Paola Lo Mele

ROMA. Il cosiddetto ‘Salva Roma’ uscito azzoppato dal Cdm di fine aprile, dopo un vero e proprio scontro tra Lega e M5S, rischia di “scaricare” sulla Capitale tutte le “criticità” del debito storico della città. L’allarme arriva in un’audizione alla Camera del commissario straordinario del debito, Alessandro Beltrami. Che avverte: “La crisi di liquidità che adesso ha la gestione commissariale, domani sarà tutta di Roma capitale”. Il ‘Salva Roma’ non è altro che l’operazione ideata per chiudere il commissariamento del debito storico di Roma, quello accumulato fino al 2008 e che si stima intorno al 12 miliardi. Per gestirlo allora fu creata una struttura commissariale che fa capo a Palazzo Chigi e per ripagarlo ogni anno il Governo mette 300 milioni e il Comune 200. Adesso l’intenzione sarebbe chiuderlo nel 2021, con un’operazione che il viceministro dell’Economia Laura Castelli (MS5) ha definito “win-win” e senza costi aggiuntivi per gli italiani: “Lo Stato si accolla una parte del debito finanziario e riduce i costi che dà alla gestione commissariale”. In caso contrario lo spettro è “nel 2022 una crisi di liquidita’ fortissima” per la Città Eterna Di fronte all’articolo in questione del dl Crescita approvato ‘zoppo’ dal Consiglio dei Ministri, Beltrami chiarisce: “Risolve alcuni problemi alla gestione commissariale, ma se per gestione commissariale si intende portare a termine il proprio dovere, cioè garantire la copertura del piano di rientro, oggi non lo garanti- sce. Chiude la gestione commissariale, non garantisce il piano di rientro, scarica su Roma Capitale tutte le criticità evidenziate dal 2012 in tutti i documenti ufficiali”. Ma dal M5S ostentano tranquillità, almeno per ora. All’interno del Movimento è in partenza un confronto sugli emendamenti da presentare in commissione bilancio e finanze per ‘raddrizzare’ il provvedimento. E il vicecapogruppo alla Camera Francesco Silvestri spiega all’Ansa: il passaggio in Cdm “era un primo passo fatto per essere completato in Parlamento. Gli emendamenti saranno votati nella commissione bilancio e finanze che si riunirà sul tema probabilmente dopo le Europee. L’architettura resta quella iniziale. Si dialogherà con la Lega per sciogliere i dubbi tecnici ma senza rinunciare all’architrave. Non ci sarà una trattativa al ribasso ma avvieremo un grosso dialogo con Lega per far capire la bontà dell’operazione che aiuta Roma Capitale senza pesare sugli italiani. Non è un’operazione a 5 stelle”. Il passaggio in Aula è poi previsto per il mese di giungo. Nel frattempo dal Pd partono all’attacco e an- nunciano un emendamento ad hoc: “Il Movimento Cinque Stelle non ha saputo difendere la norma inizialmente proposta che consentiva di chiudere la gestione commissariale e ricontrattare il debito opportunamente ricalcolato - sostengono i parlamentari del -. Una norma già ideata dal centrosinistra. Il Pd la riproporrà con un emendamento che punta anche ad un drastico abbattimento delle tasse e dei costi per interessi che oggi, più che in tutte le altre città, gravano su imprese e famiglie romane”.

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