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Roma, i rifugiati a metà


MIGRANTI/SGOMBERATO PALAZZO IN VIA CURTATONE. OLTRE 300 STRANIERI IN STRADA


ROMA. Gli eritrei restano tra le aiuole di piazza Indipendenza e ieri a decine hanno protestato per chiedere un alloggio.Alcuni si sono stesi per terra, altri hanno mostrato cartelli improvvisati e ci sono stati brevi momenti di tensione. Mentre nel centro di Roma si consuma il dramma delle centinaia di migranti eritrei ed etiopi sgomberati dal palazzo di via Curtatone, in prefettura si è trovata una soluzione provvisoria per un centinaio di loro - su oltre 440 -, i più fragili tra minori, anziani e disabili e per le loro famiglie.

Il Comitato per l'ordine e la sicurezza convocato dal prefetto Paola Basilone ha deciso che sarà la società che gestisce l'immobile sgomberato dopo 4 anni di occupazione, la Sea Servizi Avanzati, a garantirgli un alloggio per sei mesi, senza costi per il Comune. Al termine di questo periodo la prefettura convocherà un altro tavolo per verificare il lavoro degli Enti locali per una soluzione definitiva. Gli aventi diritto alla casa saranno scelti da un organismo istituito presso l'assessorato alle Politiche abitative del Campidoglio.

Il problema è che la gran parte dei migranti finiti in strada vengono dal Corno d'Africa - Eritrea ed Etiopia - e sono rifugiati o richiedenti asilo, soggetti a protezione legale. Non è chiaro dove andranno quelli che resteranno in strada, oltre 300 secondo cifre ufficiose. "Paradossale è la circostanza che lo

Stato italiano, concedendo l'asilo politico, abbia deciso di dare protezione a molte di queste persone per poi negare loro, successivamente, ogni forma di assistenza", dice il direttore generale di Amnesty International Italia, Gianni Rufini.

L'associazione per i diritti umani ritiene che lo sgombero "dimostra ancora una volta

l'assenza di serie politiche di assistenza e di alloggio da parte delle autorità capitoline". "Il Comune è stato da subito presente in via Curtatone con la Sala operativa sociale, con un sostegno a tutte le fragilità rilevate - afferma il vice capo di gabinetto del sindaco Virginia Raggi, Marco Cardilli, delegato alla sicurezza -. E oggi in prefettura è stato trovato l'accordo con i privati per le ultime famiglie rimaste".

"Amareggia profondamente l'improvvisazione e l'incapacità con la quale ha agito il Comune di Roma che ha proceduto ad uno sgombero - dice la deputata Pd Stella Bianchi - senza neppure aver fatto un censimento delle persone coinvolte e senza nessun piano di accoglienza".


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