Roma, il blitz di Krajewski

L’ELEMOSINIERE DEL PAPA RIATTIVA LA LUCE ELETTRICA DI UNO STABILE OCCUPATO

di Fausto Gasparroni


ROMA. “Sono intervenuto personalmente, sabato sera, per riattaccare i contatori. E’ stato un gesto disperato. C’erano oltre 400 persone senza corrente, con famiglie, bambini, senza la possibilità di usare i frigoriferi”. L’elemosiniere apostolico card. Konrad Krajewski, ‘braccio’ caritativo del Papa per i casi di disagio a Roma e non solo, s’esprime così dopo aver riattivato la luce elettrica nel palazzo occupato di via Santa Croce in Gerusalemme 55, al buio e senz’acqua calda dal 6 maggio. “Non l’ho fatto perché sono ubriaco”, aggiunge il porporato polacco, conscio degli imbarazzi che il suo gesto può comportare per la Santa Sede: assumendosene però in pieno la responsabilità, tant’è vero che ha lasciato un suo biglietto da visita sul quadro elettrico, ad uso dei tecnici della società. E il suo gesto, col passare delle ore, è diventato anche un ‘caso’ politico. “Conto che l’elemosiniere del Papa, intervenuto per riattaccare la corrente in un palazzo occupato di Roma, paghi anche i 300 mila euro di bollette arretrate”, dice il ministro dell’Interno e leader della Lega Matteo Salvini in un comizio a Bra (Cuneo). “Penso che voi tutti, facendo sacrifici le bollette le pagate - dice -. Se qualcuno è in grado di pagare le bollette degli italiani in difficoltà siamo felici…”. Il ministro sta approfondendo: “Abbiamo chiesto informazioni al Comune, alla Prefettura e alla Questura”, ha aggiunto. Gli occupanti dello stabile, per bocca del presidente di SpinTime Paolo Perrini, fanno quadrato intorno al cardinale e lo ringraziano: “Se l’atto di coraggio di un cardinale deve essere denunciato, domani faremo un’autodenuncia collettiva”. Gli occupanti ricordano che nello stabile “ci sono quasi cento minori, alcuni dei quali usano aerosol e una ventina di adulti ammalati: alcuni hanno bisogno dell’ausilio cardio respiratorio. Dopo 5 giorni senza energia la situazione era insostenibile” Appena reduce dall’isola greca di Lesbos, dove ha portato la solidarietà del Papa ai profughi, Krajewski ha risposto così all’appello degli occupanti dello stabile. “Siamo senza acqua e luce da tre giorni. Qui vivono 420 persone (tra cui 98 minorenni) e ci sono 25 realtà culturali. Ma non sarà certo il buio a fermarci. Questo è un’appello alla città di Roma”, dicevano venerdì gli attivisti di Spin Time Labs tra quanti occupano lo stabile ex Inpdap, invitando “con torce e ogni fonte di luce possibile ad una serata a sostegno di chi si fa strada tra il buio creato da chi alimenta odio, razzismo e disparità”. Lo stabile di Via di Santa Croce, ex Inpdap e ora dell’Inps, è stato occupato il 12 ottobre 2013 dal movimento “Action” a scopo abitativo. Oggi ci sono anche un’osteria, un laboratorio di birra artigianale, una falegnameria, una sala prove e “un punto di approdo, aperto a tutti, attento ai giovani, agli ultimi e ai più bisognosi”. La corrente è stata staccata dalla società di fornitura di energia, Hera, a causa della morosità sulle bollette non pagate, sembra per un ammontare di 300mila euro. A porre i sigilli è stato il distributore Areti, del Gruppo Acea, cui spettano, se ci saranno, le eventuali azioni. Sul caso ieri pomeriggio c’è stata una telefonata tra la sindaca Virginia Raggi e il prefetto Gerarda Pantalone. Krajewski era arrivato sabato pomeriggio verso le 17.00, su di un furgone carico di regali per i più piccoli. “Sapeva che eravamo da tre giorni senza corrente”, spiega Perrini. Appena giunto ha telefonato in Prefettura e al Comune di Roma chiedendo di riattivare, entro le 20.00, l’energia elettrica, “altrimenti lo avrebbe fatto lui stesso”. “E così è stato - prosegue -. Alle 20.15 circa, il cardinale è tornato, ci ha spiegato che era competente di energia elettrica perché prima di prendere i voti, in Polonia, aveva lavorato nel settore, ha di nuovo chiamato le autorità cittadine per esplicitare il suo intento, poi si è calato nella buca dove c’è il nostro impianto di media tensione, ha attuato una serie di manovre, come si usa nel gergo tecnico, e la luce è tornata. Non so bene come ha fatto, ma lo ha fatto”. La corrente è stata riattivata attorno alle 22.00, ma subito la società elettrica si è accorta dell’anomalia ed è giunta sul posto scortata da alcuni mezzi della polizia. Gli occupanti, al grido di “senza luce non si vive”, hanno presidiato la cabina elettrica fino alle 3.00 di notte, quando le forze dell’ordine hanno abbandonato lo stabile. Per oggi è stata indetta un’assemblea pubblica a Spin Time, per spiegare l’accaduto. “Ci sarà anche un rappresentante del Vaticano”, assicura Perrini.

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