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Roma prossima ventura


Pallotta: “Pensavo il calcio fosse stupido, ora ne sono pazzo, ma voglio lo stadio”


ROMA. Lo dice da sempre, lo ha ribadito ancora una volta a Londra dove ieri mattina è intervenuto al ‘Leaders Sport Business Summit’: il futuro della Roma a grandi livelli passa per il nuovo impianto che sorgerà a Tor di Valle.

Da businessman navigato, il presidente giallorosso James Pallotta ha le idee chiare: “L’unico modo per diventare un brand glo- bale è avere uno stadio di proprietà”. Il problema è che serviranno ancora anni (a Trigoria sperano massimo tre) per vederlo inau- gurato, quindi nel frattempo si dovrà cercare una strada alternativa che porti la squadra al successo.

Il ds Monchi è volato a Londra per discutere anche di questo, delle strategie che il club intende adottare sul versante sportivo per cercare di addrizzare una stagione cominciata bene ma al momento pericolo- samente in fase calante. Il management al completo si è riunito in questi giorni nella City per fare il punto della situazione a 360 gradi, dalle questioni di campo a quelle commerciali. In serata si sono concesi una pausa per assistere alla O2 Arena alla gara Nba dei Celtics con Philadelphia, ma stamani continueranno a lavorare per programmare il futuro.

Monchi capirà quanto spazio di manovra avrà sul mercato (dove intanto ha ceduto Castan in prestito al Cagliari) sia in questa finestra invernale, sia in quella estiva che ancora una volta sarà legata per forza di cose al piazzamento della squadra di Di Francesco in campionato. Ancora troppo importanti i ricavi della Champions per farne a meno in fase di business plan. Un peso minore lo avranno quando aprirà il nuovo stadio, quello che secondo Pallotta “tutti a Roma vogliono, eccetto forse i tifosi della Lazio, ma loro ci andranno a giocare una volta all’anno”.

Il patron di Boston confessa poi che “fino a 5 anni fa pensavo che il calcio fosse un gioco orribile, non riuscivo a capirlo, ora sono fuori di testa per il calcio”, e immagina la Roma come brand globale una volta aperto l’impianto, un brand in grado di attrarre anche chi non è tifosi della ‘Magica’:

“Nel mondo ci sono circa 3 miliardi di tifosi di calcio e vorrei che l’1% avesse la Roma come suo secondo team preferito. Se questo 1%, che sarebbero circa 30 milioni di fan, spendesse per le cose che facciamo anche solo 5 dollari vorrebbe dire che le revenue sarebbero pari a 150 milioni di dollari”. Un bel gruzzolo con cui fare anche quel mercato adesso legato invece solo a piazzamenti e plusvalenze da cessioni.

Infine, Pallotta si è soffermato sull’argomento sicurezza: “Abbiamo speso molto tempo su questo aspetto, nei prossimi anni le cose saranno diverse. Introdurremo il riconoscimento facciale nello stadio. Quanti di voi hanno assistito a una partita in Italia? Non sapete cosa può essere un Roma-Lazio, un Roma-Napoli. Siamo andati a parlare con il Capo della Polizia per capire perché certe persone non venivano arrestate e lui mi rispose che non poteva farlo, mostrandomi un fascicolo di foto sfocate di persone che sapeva aver commesso reati.

Con telecamere in alta definizione si potrà iden-ificare chi crea problemi”.


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