Roma quanto basta

IL POSTICIPO/ESORDIO CON VITTORIA DEL NUOVO TECNICO CONTRO UN BUON EMPOLI



È L’EMPOLI il brodino della Roma ferita. All’Olimpico, nel monday night della 27ma gior- nata, i gol di El Shaarawy e Schick firmano il 2-1 che dà il bentornato sulla panchina giallorossa a Claudio Ranieri e allontanano, almenoperunpò,leombreele brutte sconfitte dell’ultima difficile settimana. Riportare calma e serenità in una squadra scossa dall’esonero del tecnico, dall’addio del ds, dal ko nel derby e dall’uscita dalla Champions non è compito facile e Ranieri (accolto da un caldo applauso dai 30mia dell’Olimpico) lo sa. Da navigato uomo di campo conosce bene la psicologia dei calciatori: prima la testa e poi la tattica. Anche perchè deve fare i conti con una Roma fiaccata non solo nello spirito ma anche nei numeri, tra squalificati (Dzeko, Kolarov, Fazio), infortunati (De Rossi, Pellegrini, Manolas, Under, Pastore) e un’imbarcata di Primavera in panchina, ma tant’è. Il 4-2-3-1 di difranceschiana memoria è quasi un obbligo con l’asse centrale di difesa tutto nuovo, un trio d’attacco formato con due classe ’99 (Kluivert e Zaniolo) e un ’96, Schick, caricatissimo dal neo tecnico in conferenza e oggi ripagato sul campo. Ha meno problemi di formazione Iachini che punta sul collaudato 3-5-2 per cercare di frenare la scontata rabbia giallorossa. La vittoria del Bologna d’altronde ha riportato i toscani, appena 6 punti da Natale a oggi, in zona ‘rossà e la difesa è il primo input del tecnico marchigiano. Pronti via e per la Roma sembra subito mettersi bene: merito di El Shaarawy (8’) che s’inventa un gran gol dalla distanza. Sembra il viatico per una serata finalmente tranquilla per i giallorossi che però impiegano appena 3' per rovinare tutto, con Jesus che maldestramente e senza nemmeno pressione avversaria, sugli sviluppi di una punizione di Bennacer, rimessa di testa al centro da Silvestre, riesce a bucare un Olsen impietrito. Un colpo duro per la Roma che rischia anche l’uno-due dopo qualche minuto: buon per il n.1 svedese che la punizione di Pasqual si stampi all’incrocio. Il tic-toc del lentissimo Nzonzi e compagni è senza

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