“Russiagate? Una bufala”



CASA BIANCA/TRUMP MINIMIZZA, MA POTENZIA LA SQUADRA DEGLI AVVOCATI

WASHINGTON. La storia russa è una “bufala”. Lo ripete il presidente degli Stati Uniti Donald Trump tentando di minimizzare i nuovi esplosivi sviluppi sul cosiddetto ‘Russiagate’ che lo hanno seguito fino in Francia e accolto al suo rientro in America nelle scorse ore. Guardate invece ai picchi della borsa, sembra suggerire il commander in chief in un tweet, mentre ostenta serenità annunciando la sua presenza al campionato di Golf in corso questo weekend presso il suo club in New Jersey. Intanto però potenzia la sua squadra di avvocati chiamando un peso massimo di Washington. Si tratta di Ty Cobb, veterano tra le ‘legal eagle’ della capitale, che lavorerà a stretto contatto con Marc Kasowitz, il capo della squadra di avvocati che assiste Donald Trump, e avrà tra l’altro il compito di gestire le risposte ai media in tema di ‘Russiagate’. Nei giorni scorsi si era attrezzato anche Donald Jr., assoldando l’avvocato Alan Futerfas per assisterlo dopo la rivelazione dell’incontro nel giugno 2016 con una l’avvocatessa russa Natalia Veselnitskaya e la diffusione dello scambio di mail ‘preparatorie’ da cui sembrava emergere l’indicazione che l’episodio rientrasse nel sostegno che Mosca manifestava per la candidatura di Trump alla presidenza Usa. Una mossa necessaria perchè, come era prevedibile, la storia tarderà ad ‘esaurirsi’ e piuttosto la trama si conferma già infittita dopo che un lobbista russo-americano ha dichiarato che a quell’incontro c’era anche lui, mentre Donald Jr non ne aveva fatto menzione. Ciò che invece il primogenito di Trump aveva da subito confermato era la presenza di suo cognato Jerad Kushner, strettissimo consigliere del presidente. Rimase pochissimo, ma c’era. Non un dettaglio, trattandosi di una delle persone in assoluto più vicina al presidente. Lui tiene un profilo bassissimo, ma la polemica divampa e si fanno largo le richieste di revocare il nulla osta sulla sicurezza concessogli per il suo ruolo. Lo chiede anche la leader della minoranza democratica alla Camera, Nancy Pelosi: “E’ assolutamente ridicolo che debba avere quel tipo di nulla osta. Non è giustificato in alcun modo. Il presidente può revocarlo in un attimo e dovrebbe farlo”, ha detto. L’insofferenza comincia però a estendersi a macchia d’olio fino a sollevare quesiti anche su Ivanka: cosa sapeva la figlia del presidente e moglie di Jared (che ha un ufficio alla Casa Bianca)? Se lo chiedono in particolare alcuni democratici al Congresso, secondo Politico. “Abbiamo appreso questa settimana che il marito di Ivanka, Jared Kushner, ha aggiornato tre volte i questionari (necessari per ottenere il pieno nulla osta di sicurezza ndr), soltanto l’ultima volta includendo l’incontro del giugno 2016. Aveva Ivanka indicato quell’incontro nel suo di questionario? Lo ha aggiornato?”, si chiede il deputato repubblicano Don Beyer. Considerato il suo ruolo alla Casa Bianca, è richiesto infatti anche ad Ivanka di compilare gli stessi questionari per ottenere il nulla osta di sicurezza adeguato, questionari che prevedono di indicare i contatti con stranieri, anche del consorte e dei familiari più stretti.


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