Ryanair/Raggiunto l’accordo collettivo con i piloti in Italia



ROMA. Era il lontano 2003 e Ryanair trasportava poco più di 23 milioni di passeggeri l'anno, appena un sesto dei circa 130 milioni di oggi, ma già allora i lavoratori protestavano per avere un contratto nazionale. Sono passati 15 anni, qualche sciopero, la fuga dei dipendenti, la cancellazione dei voli per centinaia di migliaia di passeggeri in Europa tra il 2017 e quest'anno, ma, finalmente, il braccio di ferro è finito e il contratto collettivo dei piloti è stato firmato in Italia. Una svolta che, a detta della stessa compagnia, potrebbe presto fare da apripista in altri Paesi, ma contro la quale si scagliano Filt Cgil e Uiltrasporti, secondo cui si tratta solo di un "regolamento aziendale". L'accordo è stato raggiunto dopo otto mesi di trattative (a gennaio scorso avvenne l'altro passaggio fondamentale, vale a dire il riconoscimento dei sindacati) con l'Anpac, che parla di "avvenimento storico per il vettore irlandese in quanto il contratto collettivo di lavoro di diritto italiano sottoscritto è anche il primo contratto collettivo di lavoro del personale navigante di Ryanair siglato in Europa". In particolare, spiega l'associazione, il vettore low cost ha accordato ai propri dipendenti le voci che per tanti lavoratori 'protettì da un contratto nazionale sono scontate: dal Tfr all'assistenza sanitaria, dai contributi previdenziali al riconoscimento pieno delle tutele sociali per maternità e paternità. Il contratto è stato sottoposto all'approvazione degli oltre 300 piloti associati ed è stato approvato "a larghissima maggioranza". Il percorso, tuttavia, non finisce qui perché saranno necessarie ulteriori azioni "per finalizzare il versamento dei prelievi fiscali da parte Ryanair in Italia". L'entusiasmo, comunque, è evidente da entrambe le parti. Anpac esprime "grande soddisfazione per il risultato ottenuto che dà maggiori tutele e garanzie, oltre che un congruo riconoscimento economico, ai piloti Ryanair rendendo concreto il percorso di armonizzazione del vettore irlandese iniziato alla fine dello scorso anno". La compagnia, ricordando che l'Italia rappresenta il 20% della flotta e dei piloti, si dice "lieta" della conclusione della lunga trattativa e si augura che sia presto seguita "da un simile accordo con i nostri piloti irlandesi" e annuncia incontri con il sindacato britannico, tedesco e spagnolo per "concordare contratti collettivi di lavoro simili in questi altri mercati". Di tutt'altro tenore sono invece le dichiarazioni di Filt e Uiltrasporti, sigle non riconosciute dalla compagnia e quindi escluse dal dialogo, secondo cui "più che un contratto si tratta di un regolamento aziendale", in quanto "non è regolato dal diritto italiano ma da quello irlandese". Per questo i due sindacati hanno inviato una comunicazione di diffida alla compagnia e all'Anpac ad applicare tale contratto "nei numerosi punti che risultano peggiorativi dello status quo e della normativa nazionale di riferimento" e annunciano un nuovo sciopero.


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