Sènard:“Fca Renault, era un progetto eccezionale”



PARIGI. La fusione tra Renault e Fiat- Chrysler (Fca) era un progetto "eccezionale", che avrebbe consentito ai due gruppi di formare il terzo colosso automobilistico mondiale, rispondendo cosi' alla concorrenza internazionale e al rischio "tsunami" oggi rappresentato dallo sviluppo dei costruttori cinesi in piena espansione. In occasione della sua prima Assemblea Generale da presidente di Renault, Jean-Dominique Sénard, si toglie uno per uno i sassolini dalla scarpa. Dicendosi anzitutto "dispiaciuto" e "deluso" per il flop delle trattative. Un fallimento dovuto in larga parte alla richiesta di tempo supplementare formulata dallo Stato francese, primo azionista di Renault con una quota del 15%, per rassicurare gli alleati di Nissan, ma che ha indotto Fca a gettare la spugna. In occasione dell'ultimo cda a Boulogne-Billancourt, nella notte tra mercoledì e giovedì, "i rappresentanti dello Stato non hanno condiviso la nostra analisi e il voto (che avrebbe dovuto dare un primo via libera al pro- seguimento dei negoziati,ndr.) non si è potuto fare, il che personalmente mi delude", ha dichiarato Sénard, rivolgendosi alla folta platea di azionisti - quest'anno particolarmente numerosi - riuniti dal primo pomeriggio al Palais des Congrès di Parigi. Come già mercoledì la ministra dei Trasporti, Elisabeth Borne ("il dossier non è chiuso", ha detto a BFM-TV) anche lui ha lasciato aperto uno spiraglio ad una possibile ripresa delle trattative. "Non so cosa ci riserverà l'avvenire, quello che posso dire è che questo progetto resta nella mia mente come un tema assolutamente notevole ed eccezionale". Un'unione che a suo avviso sarebbe stata un "successo". Nella lunga arringa in difesa del progetto dinanzi agli azionisti, l'ex n.1 di Michelin passato al vertice di Renault dopo lo scandalo giudiziario che ha travolto l'ex a.d. Carlos Ghosn, ha anche svelato un piccolo retroscena. E cioè che fu proprio il ministro dell'Economia, Bruno Le Maire, a "suggerirgli", qualche mese fa, di "prendere contatto" con i vertici di Fca. Notizia tantopiù paradossale considerato il fatto che sia stata proprio la frenata dello Stato a mandare a monte la trattativa. "Raramente ho visto un principio di fusione che poteva fornire sinergie così forti, tra l'altro, non negative sul piano sociale e umano, ma che anzi avrebbero valorizzato le piattaforme Renault". Alla domanda se l'ingresso di Fca non equivalesse a far entrare il lupo nel pollaio, Sénard ha risposto piccato: "Come lupo ne ho conosciuti di peggiori.." Ed ha insistito sulla profonda prossimità "culturale" tra le due entità. Confermato oggi alla guida di Renault dalla stragrande maggioranza degli azionisti, Sénard ha anche minimizzato sull'atteggiamento dei due amministratori di Nissan che durante il Cda della settimana scorsa si sono astenuti, ma comunque con un atteggiamento "molto positivo". Come a dire che la loro astensione si sarebbe potuta facilmente superare.

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