“Sì, l’ho partorito io”



CONFESSA LA MADRE DEL NEONATO ABBANDONATO IN STRADA E LASCIATO MORIRE

TORINO. Una donna fredda, razionale, incapace di piangere, impassibile anche quando il procuratore di Ivrea, Giuseppe Ferrando, le ha annunciato nel cuore della notte la morte del figlio. “Era un maschio o una femmina?”, l’unica domanda rivolta da Valentina, 34 anni, agli inquirenti. Che ora l’accusano dell’omicidio aggravato di quel neonato, di cui a suo dire non sapeva di essere incinta, forse lanciato dal balcone di casa, e morto poche ore dopo in ospedale. L’ipotesi investigativa è quasi una certezza anche se per chiarire con precisione quanto accaduto martedì mattina a Settimo Torinese, tra i comuni più grandi dell’hinterland torinese, servono ancora i risultati delle perizie tecniche. “Sono andata in bagno e ho partorito, non ricordo altro”, è la confessione della mamma di Giovanni.Due operatori ecologici hanno trovato il neonato agonizzante in strada: inutile la corsa in ospedale, i medici del Regina Margherita non hanno potuto fare nulla per impedirne la morte. Aveva una ferita sulla testa, probabile conseguenza della caduta dal secondo piano di via Turati. In un primo momento l’ipotesi era che il neonato fosse stato gettato dal finestrino di un’auto in corsa. Era un bel bambino di 3 chili per 54 centimetri d’altezza. L’autopsia stabilirà con certezza che cosa l’abbia ucciso. La dichiarazione di morte alle 8.20: la madre si era affacciata da casa per assistere al trambusto per il ritrovamento del piccolo. Nel frattempo si vestiva per accompagnare all’asilo la primogenita, 3 anni. La donna ha tentato di far sparire tutte le tracce del parto, ma ha commesso un errore, gettando in una bacinella un tappetino intriso di sangue viscoso. E’ da quello che i carabinieri della compagnia di Chivasso hanno capito che stava nascondendo qualcosa. Al mondo intero, marito compreso. “Non sapevo di essere incinta - ha detto la donna durante l’interrogatorio - in questi nove mesi ho avuto regolarmente il ciclo”. Anche il marito, Salvatore, 36 anni, era ignaro di tutto: “Non sapevo di questa gravidanza”. L’altra mattina, ai carabinieri, ha riferito di aver sentito “come un miagolio”, ma non ha pensato potesse trattarsi di un bambino. La sua posizione è attualmente al vaglio degli inquirenti, ma al momento non è indagato. La moglie, trasportata al Sant’Anna dopo l’interrogatorio, è stata fermata ed è tuttora piantonata in ospedale. L’altra bimba della coppia è stata affidata alla zia materna. “Ha sostenuto l’interrogatorio con apparente tranquillità. Pensava persino di tornare a casa - rivelailprocuratoreFerrando-.Gliaspettidachiarire sono ancora molti”. Comprese le motivazioni del gesto, su cui i carabinieri non escludono alcuna pista, nemmeno quella di una latente paura per una malattia ereditaria. Il difensore d’ufficio, l’avvocato Patrizia Mussano, si riserva di chiedere una perizia psichiatrica, mentre sui social, subito dopo il fermo, si scatenano lo sgomento e la rabbia, una pioggia di insulti e di minacce di morte sul suo profilo Facebook. “Mostro”, “abominio”, “il peggio del peggio dell’umanità” le parole più gentili, si fa per dire, che costringono il sindaco di Settimo Torinese, Fabrizio Puppo ad una dura presa di posizione. “Non dobbiamo farci guidare dagli istinti”, è l’appello del primo cittadino, che invita tutti ad abbassare i toni. “Dobbiamo far sì che la breve vita di questo bimbo non sia stata inutile - conclude il sindaco - dobbiamo fare in modo che drammi come questo si possano evitare”.


ITALIAN LANGUAGE DAILY NEWSPAPER

PUBLISHED BY GRUPPO EDITORIALE OGGI

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Tutti i diritti riservati @ GRUPPO EDITORIALE OGGI e A SOAKING MEDIA