Salah: “Ho avuto paura, ma spero di farcela”



ROMA. Dal baratro della disperazione alla grande fiducia. Mohamed Salah e l’intero Egitto stanno vivendo giorni di sentimenti forti e contrapposti con l’avvicinarsi dell’inizio del Mondiale di Russia dopo la grande paura di Kiev. A meno di una settimana dall’esordio in campo dei Faraoni, il 15 giugno, la stella indiscussa della formazione è fiduciosa di poter recuperare in tempo la sublussazione di una spalla.

“Spero di farcela a scendere in campo nella partita contro l’Uruguay ma tutto dipenderà da come mi sentirò nei giorni precedenti”, afferma l’attaccante del Liverpool in un’intervista al quotidiano spagnolo Marca, confermando di voler bruciare le tappe di un rientro che a fine maggio sembrava possibile solo per l’ultima partita del girone.

Per il ct Hector Cuper sarebbe ben diverso poter contare da subito sul giocatore più ammirato ed effi- cace della stagione o solo quando potrebbe essere troppo tardi. Fantasia e classe, assist e soprattutto gol. Il peso di Salah è indiscusso - “E’ chiaro che il potenziale dell’ Egitto cambia con o senza di lui, è un giocatore decisivo”, ha detto pochi giorni fa il difensore uruguaiano Godin - ma conta anche il suo stato di forma, che non potrà non aver risentito del lungo stop.

Di sicuro, all’egiziano non manca la carica psicologica, la grande voglia di rivalsa dopo la rabbiosa delusione per quanto accaduto nella finale di Champions League. Un pungolo in più nella sua mente è la voglia di reagire anche alle parole di Sergio Ramos, il difensore del Real Madrid che con il suo intervento lo ha escluso dalla finale dopo nemmeno mezz’ora di gioco.

“E’ stato il peggior momento della mia carriera - ricorda la stella dei Reds -. Quando sono caduto ho sentito dolore e mi sono subito preoccupato, ho provato rabbia e tristezza per non poter continuare a giocare. Ho anche pensato di poter perdere i

Mondiali, un pensiero devastante”. Verso il rivale che lo ha messo fuori combattimento, e che lo ha quasi irriso sostenendo che con un’infiltrazione avrebbe potuto continuare a giocare, risponde con velenosa ironia: “È una buona cosa quando chi ti ha fatto piangere poi ti fa ridere, forse potrebbe a questo punto dirmi se posso o meno giocare ai Mondiali”. E sul messaggio ricevuto proprio da Ramos, dice: “Me lo ha mandato, ma mai gli ho ammesso di stare bene”.

Salah è carico, l’Egitto conta anche su questo per ritagliarsi un posto agli ottavi.


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