Salini, il settore sta affogando: progetto Italia entro il 15/7

Landini : il Cdp intervenga. Fillea: la diluizione del debito è significativa

di Maria Chiara Furlò



ROMA. Il Progetto Italia - quello di creare uno o più campioni industriali nazionali industrialmente forti per salvare e rilanciare il settore delle costruzioni - mette d'accordo imprese e sindacato (che fa comunque qualche appunto). Le parti, infatti, si mostrano allineate sia sull'obiettivo che sulla tempistica: fare il più presto possibile. L'operazione di salvataggio di Astaldi, da cui il progetto nasce, "è una cosa che entro il 15 luglio bisogna chiudere", avverte l'amministratore delegato di Salini Impregilo, Pietro Salini, spiegando che si tratta di tempi che per la pubblica amministrazione, la mentalità e le capacità italiane "vogliono dire domattina". La fretta c'è ed è motivata dalla situazione in cui versa il settore ormai da ben oltre un decennio con "imprese che falliscono e oltre 600mila posti di lavoro persi", ricorda l'imprenditore. Ma il salvataggio di un settore che sta affogando, per Salini, "non si fa solo con decreti legge, non c'è tutto questo tempo. Dobbiamo intervenire per il futuro, ma sul subito". Richiesta che dallo stesso palco - quello del convegno Fillea Cgil sullo Sblocca Cantieri - hanno lanciato anche il segretario generale di categoria Alessandro Genovesi ed il leader della Cgil Maurizio Landini: "Le imprese saltano, queste scelte nelle prossime ore e giorni devono essere assunte". La decisione da prendere è quella di un rapido intervento di Cassa depositi e prestiti che secondo Landini deve "favorire la possibilità che si riunifichino imprese importanti nel nostro Paese". A mettere d'accordo Salini Impregilo e Cgil è poi il fatto che il problema in questo momento non sia la mancanza di soldi. "Il denaro c'è e, se guardiamo la mappa delle opere ferme, su 36 miliardi solo 5 sono fermi per mancanza di soldi", fa notare Pietro Salini sottolineando che il problema è un po’ più complesso di quanto si pensi e che anche se la sua società riuscisse a mettere insieme un certo numero di grandi imprese per creare un grande costruttore italiano in grado di competere a livello internazionale, "in Italia il problema resta", visto che il settore delle costruzioni "è stato demonizzato". Fra le questioni che Fillea Cgil pone sul Progetto Italia c'è la diluizione del debito Astaldi verso le banche che "deve essere significativa", avverte il segretario Genovesi spiegando che a questo progetto "serve immissione di denaro fresco ma paziente".

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