Salini Impregilo vende parte di Lane, punta alla Borsa di New York



MILANO. Corre a Piazza Affari Salini Impregilo dopo che la società ha annunciato l'intenzione di analizzare le opzioni strategiche per Lane, con la possibile cessione delle attività relative al materiale bituminoso della controllata americana. Il titolo sale del 6,53% a 2,38 euro. Una cessione da centinaia di milioni negli Stati Uniti che darà risorse per acquisizioni mirate e per ridurre contestual- mente il debito, lo sbarco a Wall street più vicino con il possibile abbandono di Piazza Affari, l'attenzione agli investimenti "recentemente annunciati dall'amministrazione Trump per 1.500 miliardi di dollari in infrastrutture". E' una Salini Impregilo sempre più a stelle e strisce quella che esce dall'assemblea di un gruppo che genera già il 26% dei ricavi negli Stati Uniti e punta al 30%, contro il poco più del 7% che viene dall'Italia. "Non lasceremo mai la Penisola - spiega l'amministratore delegato di uno dei mag- giori 'general contractor' mondiali, Pietro Salini - ma qui potremmo dare occupazione a diecimila persone in più se tutti i progetti in portafoglio procedessero come potrebbero. E non è un problema di fondi, ma di competenze. Tutti quelli che pensano di governare dovrebbero intervenire sul lavoro in senso concreto", aggiunge a margine dell'assise del gruppo a Milano. Intanto il progetto di quo-

tazione alla Borsa di New York, che potrebbe essere concluso entro un anno o un anno e mezzo, potrebbe portare anche all'abbandono di Piazza Affari. "Lo stiamo valutando, niente è deciso: un «double listing» è una delle possibilità ma la doppia quotazione è normalmente un'opzione molto complessa, ha delle procedure e del seguito, quindi è da vedere", spiega Salini ai giornalisti. "Negli Stati Uniti vogliamo crescere ulteriormente", aggiunge l’amministratore delegato ricordando poi che il gruppo sta predisponendo i bilanci anche espressi in dollari: l'area del 'biglietto verde', compreso il Golfo e l'Africa, è infatti sempre più centrale. Per la cessione dell'unità 'plants & paving' della statunitense Lane è già stato affidato un mandato come advisor a Goldman Sachs e l'operazione potrebbe valere da sola quanto l'acquisizione da 400 milioni di dollari dell'intera società. Con questo passo il gruppo vede una riduzione del debito lordo doppia rispetto a quanto indicato in occasione dei risultati annuali, con il resto che potrà essere destinato ad acquisizioni nell'attività delle grandi opere, in un Paese che entro il 2025 ha un fabbisogno in infrastrutture stimato in 4,6 trilioni di dollari. Tutti segnali apprezzati dalla 'vecchia' Piazza Affari, dove il titolo del general contractor è salito del 6,1% finale a 2,37 euro.


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