Salta l’ultima atleta simbolo



RIO DE JANEIRO. L’ultima delle russe. Darya Klishina, il volto pulito dell’atletica di Mo- sca, non resiste al ciclone do- ping. Le sue olimpiadi finisco- no ancora prima di cominciare. A tre giorni dall’esordio ai Gio- chi, la saltatrice in lungo incas- sa lo stop della federazione in- ternazionale di atletica e, a meno che il Tas non ribalti la situazio- ne nelle prossime 48 ore cam- biando il verdetto che la lascia ferma ai box, dice addio alle spe- ranza di una medaglia a cinque cerchi in quel di Rio. La bella Daria doveva essere l’unica russa ai Giochi nell’atletica e invece finisce nel lunghissimo elenco delle escluse. “Sono un’atleta pulita, l’ho provato ri- petutamente - ha scritto su Fa- cebook commentando la sua esclusione - Farò tutto il possi- bile per difendere la mia reputa- zione di atleta pulita. Mi sento come se fossi stata raggirata da un sistema che non punta a mantenere lo sport pulito”.

Strano il destino della bion- da e longilinea atleta classe ’91, che prima che iniziassero le Olimpiadi era il volto pulito del- lo sport russo e ora si ritrova a non poter più saltare.

Bionda, occhi chiari, fisico statuario, bellezza tipica delle ra- gazze russe, oltre ad essere un’atleta, è anche una modella.

Quando il 10 luglio ha scritto un post su Facebook per rin- graziare la Iaaf per averla am- messa ai Giochi olimpici in Bra- sile come atleta indipendente, non pensava che le sarebbe costato il marchio di traditrice e “nemica del popolo”. La Klishi- na aveva fatto domanda alla Iaaf dopo l’esclusione in massa della squadra di atletica russa a se- guito dello scandalo doping, ottenendo la dispensa dopo che la federazione internaziona- le aveva respinto 67 domande di altrettanti atleti russi. La ra- gione addotta dalla Iaaf è che la Klishina vive e si allena negli Stati Uniti, e quindi lo scandalo dei controlli antidoping in Rus- sia non poteve coinvolgerla. Ma questo si è rivelato anche il peccato capitale che le è costa- to il marchio d’infamia, non tan- to per aver deciso di competere senza la sua bandiera, quanto al fatto di poterlo fare perché residente in Usa. Qualcosa di difficilmente perdonabile nella nuova Russia di Putin.

Ieri però l’annuncio della sospensione per bocca del pre- sidente della Federatletica rus- sa, Dmitri Shliakhtin, che ha rac- contato come la Iaaf avrebbe preso la decisione dopo aver “ripreso in considerazione” il rapporto McLaren per conto della Wada sul doping di Stato

in Russia. Inevitabile è arrivata l’impugnazione della stessa Klishina, e il Tas ha già confermato che la saltatrice in lungo ha presenta- to ricorso. Una decisione che arriva in extremis da parte della Iaaf - le federazioni avevano ri- cevuto l’incarico di decidere caso per caso direttamente dal Cio - che ha deciso di pronun- ciarsi soltanto 4 giorni prima che l’atleta scendesse in pedana: il via alle qualificazioni del salto in lungo è previsto infatti per martedì 16 agosto. “Ci sono rap- porti contraddittori ma abbia- mo conferma da fonti a Rio che Daria Klishina è stata bandita all’ultimo momento”, ha ag- giunto il presidente russo. “È una cinica presa in giro dell’at- leta da parte della Federatletica mondiale”, ha subito tuonato il numero 1 del Comitato olimpi- co russo, Aleksandr Zhukov. Secondo quanto riportato dal giornale russo ‘Sovetski Sport’, il 6 agosto la commissione Iaaf che si occupa di doping ha de- ciso di esaminare ancora una volta le informazioni ricevute dall’autore del rapporto della Commissione indipendente del- la Wada Richard McLaren, in particolare la parte che parla di Daria Klishina. Come risultato, la commissione Iaaf ha deciso di riesaminare la decisione as- sunta che permetteva all’atleta russa di competere presa il 9 luglio.

La Federazione internazio- nale ha proposto a Klishina di fornire delle spiegazioni, pun- tualmente arrivate prima dell’8 agosto. Sempre stando al quo- tidiano sportivo russo, due giorni dopo, il 10 agosto, la commissione antidoping Iaaf ha deciso di escludere la saltatrice in lungo dai Giochi olimpici.


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