Salvi i primi 4 baby calciatori



THAILANDIA/L’OPERAZIONE È DURATA SETTE ORE, OGGI TOCCA AGLI ALTRI NOVE

BANGKOK. Non si poteva attendere un minuto di più. Il cielo plumbeo incombeva con nuove piogge e nella grotta male- detta era ormai allarme ossigeno: alle 10 di domenica è partito così l’atteso ordine dei soccorsi per andare a recuperare i 12 baby calciatori ed il loro coach, da due settimane intrappolati nel ventre della ter- ra. E dopo 7 lunghissime ore gli applausi e le grida di gioia hanno spezzato l’ansia e l’angoscia: dall’ingresso della grotta sono uscite le prime due barelle, dopo non molto altre due. I primi quattro ragazzini sono in salvo. E tra loro anche il più piccolo, di appena 11 anni. I sub, due per ogni ragazzino da recuperare, sono andati a prenderli e li hanno portati fuori. Stanno abbastanza bene, anche se per uno di loro - in condizioni ‘serie’ ma non in pericolo di vita - è stato necessario il trasporto in eliambulanza all’ospedale. Ora si aspetta e si spera, tra l’ottimismo, per gli altri 9 del gruppo, compreso l’allenatore: il loro recupero è sta- to rinviato alle prime luci dell’alba. E si dovrà aspettare ancora per tirare il sospiro di sollievo definitivo su un salvataggio che per due settimane ha tenuto il mondo con il fiato sospeso, tra angoscia, speranza e paura di non farcela nonostante l’impegno dei soccorsi thailandesi e di quelli dei team giunti da mezzo mondo.Intanto c’è gioia e soddisfazione. E non solo delle mamme e delle famiglie che hanno atteso tutti questi giorni, dormendo per terra davanti alle grotte. Ma anche e soprattutto dei soccorsi che ieri mattina parlavano di ‘D-Day’: “E’ stato il nostro capolavoro”, ha detto il responsabile dell’operazione chiudendo la concitata giornata. Dopo due settimane sottoterra, i quattro ragazzi recuperati sono stati subito trasportati all’ospedale Prachanukroh di Chiang Rai, a oltre 60 chilometri. I primi due sono riemersi in stretta successione attorno alle 17:40 locali, gli altri sono stati portati fuori due ore dopo. L’ottavo piano dell’ospedale è stato riservato a loro, e almeno per un giorno saranno tenuti in isolamento tra di essi ma anche dai genitori, per precauzione contro possibili infezioni. L’intero campo base nel pantano all’esterno della grotta, e anche quello dei giornalisti spostati forzatamente ieri mattina a due chilometri di distanza, ha reagito con incredula gioia alle notizie che si rincorrevano sul- l’uscita dei primi ragazzi. Il governatore Narongsak Osanakorn, che dirige i soccorsi, aveva annunciato il blitz in mattinata dando come orario minimo di uscita le 21 locali. E’ evidente che le condizioni del percorso si sono rivelate migliori di quanto si pensasse. Solo nel primo chilometro, il più duro, è stato necessario immergersi. Una volta raggiunta la “terza caverna”, ossia la base intermedia dei soccorsi più vicina al gruppo dei ragazzi, il resto del tragitto è ora percorribile a piedi. Era la situazione migliore degli ultimi giorni, dopo che solo nella giornata di sabato il livello dell’acqua era sceso di trenta centimetri. Salvati i primi quattro, si è però resa necessaria una pausa per motivi logistici. “Abbiamo usato tutto l’ossigeno”, ha detto Narongsak, senza specificare se si tratta di quello delle bombole o dell’aria nella grotta; in ogni caso, il responsabile dei soccorsi non ha espresso preoccupazione per le condizioni dei rimanenti otto ragazzi e del loro allenatore da qui all’inizio della seconda parte dell’operazione, che avverrà oggi. Serve una pausa di “10-20 ore”, ha detto Narongsak, spiegando la volontà di ricreare le stesse condizioni esistenti nella mattinata di ieri prima del via libera al recupero. Una possibile complicazione è data dal fatto che in serata sull’area è caduta una pioggia battente, ampiamente preannunciata. Ciò potrebbe far salire il livello dell’acqua nella grotta, finalmente sceso di 30 centimetri nella sola giornata di sabato in preparazione del blitz. Ma forse non in quantità determinante. L’impresa di ieri è stata il frutto di uno straordinario sforzo di cooperazione internazionale, con 50 sub stranieri e 40 thailandesi, tra cui un’unità di “all-star” di 13 stranieri e cinque Navy Seal thailandesi che sono quelli impegnati nel tratto di percorso più duro, il primo chilometro dalla banchina fangosa dove il gruppo era bloccato da oltre due settimane. Mancano ancora decine di ore di immane sforzo collettivo tra cunicoli ancora semi-sommersi con la responsabilità di far riemergere ragazzi ancora debilitati. Ma come hanno scritto i Navy Seal thailandesi su Facebook, “stanotte potremo final-mene dormire bene”. Con un pensiero anche al collega-eroe che venerdì ha perduto la vita mentre si immergeva per portare le bombole di gas ai baby calciatori.


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