“Salviamo la casa comune”

VATICANO/IL PAPA AI VERTICI DELLE COMPAGNIE PETROLIFERE: CHE NON SIANO I GIOVANI A PAGARE



CITTÀ DEL VATICANO.I cambiamenti climatici esigono una risposta responsabile e soprattutto immediata: il Papa ha parlato così davanti ai vertici delle più grandi compagnie petrolifere del mondo, riuniti in Vaticano per concertare sfide comuni. Dopo il primo incontro di un anno fa anche ieri si sono visti alla Casina Pio IV i Ceo del settore 'oil', dall'Eni a ExxonMobil, da Royal Duct Shell a Total, per citare alcune delle grandi compagnie, oltre a responsabili di fondi di investimento ed accademici. Rispondere con un'azione "ora" - ha chi- esto il Papa - per non creare "gravi ingiustizie" nei confronti dei poveri, le prime vittime dei cambiamenti climatici. E soprattutto per non fare pagare alle nuove generazioni il conto di scelte "irresponsabili". "Le future generazioni sono in procinto di ereditare un mondo molto rovinato. I nostri figli e nipoti - ha sottolineato Papa Francesco - non dovrebbero dover pagare il costo dell'irresponsabilità della nostra generazione". "I giovani esigono un cambiamento. 'Il futuro è nostro', gridano i giovani oggi, e hanno ragione!", ha detto il Papa.

"Il tempo stringe", ha esortato aggiungendo che "oggi è necessaria una transizione energetica radicale per salvare la nostra casa comune"; come anche "una politica del prezzo del carbone è essenziale se l'umanità vorrà usare con saggezza le risorse del creato".

E al termine dei lavori i partecipanti hanno sottoscritto due dichiarazioni relative proprio sull'importanza della tariffazione del carbone in vista di una riduzione delle emissioni e sulla necessità che le società forniscano informazioni chiare su strategie, azioni, procedure amministrative e risultati attinenti al cambiamento climatico. "È la seconda volta che come Eni partecipiamo al dialogo in Vaticano su energia e clima. È uno dei momenti più alti ed importanti di incontro dell'anno perché ci consente di discutere delle sfide e della complessità della transizione energetica con le altre società del settore e con i più grandi fondi di investimento mondiali, oltre ad esponenti chiave della comunità scientifica", commenta l'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi. "È evidente - prosegue Descalzi - che a quattro anni dell'accordo di Parigi dobbiamo cambiare passo. I progressi sono insufficienti e le emissioni continuano a crescere. Tutti gli attori devono fare la loro parte".

Intanto, mentre era in corso la riunione, alle porte del Vaticano si svolgeva un Flashmob di Fridays for Future. "L'emergenza climatica non è un'opinione", "Non rubateci il futuro", "Il mondo vi guarda" e ancora "Dear Oil CEOs listen to the Pope": questi alcuni degli slogan sui cartelli innalzati dai ragazzi.

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