Salvini contro i ‘figli arcobaleno’



IL MINISTRO DELL’INTERNO VUOLE TORNARE A “PADRE” E “MADRE” SUI DOCUMENTI

ROMA. ‘Madre’ e ‘padre’ tornano ad occupare il posto sulle nuove carte di identità dei minori, spazzando via la dicitura ‘genitore 1 e 2’. A sollevare la questione legata al riconoscimento dell’omogenitorialità e “in difesa della famiglia naturale” è il ministro dell’Interno Matteo Salvini, che dopo questo “piccolo segnale” annuncia di fare “tutto quello che è possibile e che è previsto dalla Costituzione”. Il vicepremier leghista, che su twitter si è poi detto ironicamente “orgoglioso” di essere apostrofato come “troglodita dalla sinistra” pur di difendere “il concetto di mamma e papà”, ha cominciato questa sua battaglia dalla forma: “Mi è stato segnalato che sul sito del ministero dell’Interno, sui moduli per la carta d’identità elettronica c’erano “genitore 1” e “genitore 2”. Ho fatto subito modificare il sito ripristinando la definizione “madre” e “padre” - ha spiegato Salvini in un’intervista al giornale cattolico on line La Nuova Bussola Quotidiana. L’obiettivo dichiarato del ministro è tracciare una linea che vada in direzione opposta alla trascrizione dei matrimoni gay e su questo ha “chiesto un parere all’avvocatura di Stato e ho dato indicazione ai prefetti di ricorrere. La mia posizione è fermamente contraria”. Ma per le ‘Famiglie Arcobaleno’ si tratta solo di “propaganda sulla pelle dei nostri figli” perché - spiega la presidente dell’Associazione, Marilena Grassadonia - nei documenti si risponde ad una realtà giuridica fotografata da sentenze e a cui le varie Questure si stanno uniformando. E’ giusto riporre la situazione reale”. E solo qualche ora prima della modifica annunciata dal ministro, il sindaco di Sesto San Giovanni, Roberto Di Stefano, di Forza Italia, ha riferito su Facebook di essersi rifiutato di riconoscere “la registrazione anagrafica di un bimbo con due mamme”, ritenendo “la dicitura genitore 1 e genitore 2 francamente inconcepibile”. Una decisione che va in controtendenza, invece, dei Comuni di Torino, Milano, Firenze, Bologna, Pistoia e Napoli dove nel recente passato sono stati trascritti atti di nascita con casi di omogenitorialità. E’ proprio in conseguenza a questi certificati che la dicitura ‘genitore’ figura in diversi atti pub- blici. E se il leader del Family day, Massimo Gandolfini, supportato anche da associazioni come ‘Pro Vita’, ‘Ge- nerazione Famiglia’ esulta ringraziando Salvini, la senatrice del Pd, Monica Cirinnà, fautrice dell’omonima legge sulle Unioni Civili, accusa il ministro definendolo “retrogrado e fascistoide, ha solo aggravato la burocrazia”. Per il capogruppo di Liberi e Uguali alla Camera, Federico Fornaro, “questo è il governo della restaurazione e non del cambiamento. Un governo che vuole riportare indietro le lancette del tempo della cultura e dei diritti”. Stessi toni dal partito +Europa, secondo cui Salvini “ogni giorno ha il suo nemico. Oggi il nemico per lui sono i figli delle famiglie arcobaleno”.


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