Sanità, scontro M5S-Lega

GOVERNO/SULLA NORMA ANTI-RACCOMANDATI PRESENTATA DAL MINISTRO GRILLO

di Manuela Correra


ROMA. Si apre un nuovo fronte di scontro tra Lega e M5S. Questa volta riguarda la norma ‘anti-raccomandati’ nella Sanità. Il vicepremier Luigi Di Maio ed il ministro della Salute Giulia Grillo, infatti, hanno presentato un emendamento nell’ambito del decreto Calabria per eliminare la discrezionalità dei presidenti delle Regioni nella scelta dei direttori generali sanitari. L’emendamento verrà votato oggi in commissione Affari sociali ma, ha dichiarato Di Maio, “vengo a sapere che nella maggioranza qualcuno ne sta bloccando l’approvazione. Sarebbe molto grave”. L’emendamento Nesci anti-raccomandati “punta a togliere dalle mani dei partiti le nomine dei direttori generali nella sanità pubblica, che è nel contratto di Governo” e se lo si bloccasse, ha avvertito, “sarebbe un no al merito, alla trasparenza, un no ai cittadini, un no pesante perché arriverebbe dopo lo scandalo che ha coinvolto il Pd in Umbria”. Un monito, quello del vicepremier, al quale è seguita la replica della vicepresi- dente della commissione Affari sociali della Camera, Rossana Boldi della Lega: “Faremo presente che esiste già un disegno di legge all’esame del Senato sulle nomine dei dirigenti nella sanità e che è stato presentato dal M5S, ma questo non vuol dire che siamo contrari all’emendamento Nesci. Siamo per un sistema equo e trasparente nelle nomine in sanità, su questo non c’è alcun dubbio”. L’emendamento in questione prevede l’introduzione di una graduatoria per titoli dei candidati direttori generali, che diventi vincolante. Si introdurrebbe così una norma transitoria in attesa di una riforma organica rappresentata dal ddl M5S in materia che, ha detto Di Maio, “va approvato entro l’anno”. “Si tratta - ha sottolineato Di Maio in mattinata alla conferenza stampa al Senato per illustrare l’emendamento, e dal titolo emblematico ‘Sì ai bravi medici, no ai raccomandati’ - di una priorità per il Paese visto che l’Italia è in piena emergenza corruzione e nella maggior parte dei casi per scandali legati alla Sanità”. L’influenza della politica sulla Sanità, ha aggiunto, rappresenta “un’emorragia che dobbiamo fermare subito e lo stiamo facendo con questo emendamento”. Anche secondo Giulia Grillo, “è oggi più che mai urgente rescindere il legame tra politica e nomine dei dirigenti sanitari: la Sanità è un settore di altissima corruzione; per questo - ha evidenziato - l’autonomia delle Regioni deve essere bilanciata dalla possibilità dello Stato di controllare

e sanzionare le Regioni stesse, ma ciò oggi non è possibile e non esiste uno strumento normativo che consenta allo Stato di far valere tali principi”. Da qui il ddl e l’emendamento M5S, che si propongono di superare il decreto legislativo 171 del 2016, voluto dall’ex ministro della salute Beatrice Lorenzin: “Oggi - ha chiarito il presidente della commissione Sanità Pier Paolo Sileri - si nominano i dirigenti sanitari sulla base di un albo, ma non basta: con questo ddl ci sarà anche un albo dei commissari chiamati a scegliere i candidati e che verranno sorteggiati. I direttori generali della sanità saranno inoltre valutati nel loro lavoro in iti- nere e saranno rimossi se necessario”.

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