Sarà processo per 32 imputati

TRAGEDIA DELLA NORMAN ATLANTIC/RINVIO A GIUDIZIO DOPO 5 ANNI: MORIRONO 31 PERSONE



BARI. C'era una bufera di neve con il mare in burrasca e onde altissime quando, nella notte tra il 27 e il 28 dicembre 2014, scoppiò un incendio a bordo del traghetto Norman Atlantic che viaggiava dalla Grecia ad Ancona e che in quel momento si trovava al largo delle coste albanesi. Le fiamme divennero indomabili fino a provocare il naufragio della nave e l'evacuazione degli oltre 500 passeggeri. In 31 morirono, 19 dei quali risultano ancora oggi dispersi, e altri 64 rimasero feriti. A cinque anni dai fatti, inizierà il 26 febbraio 2020 dinanzi al Tribunale di Bari il processo nei confronti dei presunti responsabili, 32 imputati rinviati ieri a giudizio per i reati, a vario titolo contestati, di cooperazione colposa in naufragio, omicidio colposo e lesioni colpose plurime, oltre a numerose violazioni sulla sicurezza e al codice della navigazione. Saranno processati Carlo Visentini della società Visemar, proprietaria del traghetto, i due legali rappresentanti della greca Anek Lines, noleggiatrice della nave, il comandante Argilio Giacomazzi, 26 membri dell'equipaggio e le due società. Nell'udienza preliminare si sono costituite 61 parti civili, tra naufraghi e familiari delle vittime, molti dei quali testimonieranno nelle prime udienze del processo, raccontando quello che accadde a bordo. Stando alle indagini coordinate dai pm Ettore Cardinali e Federico Perrone Capano, a originare le fiamme che poi causarono il naufragio fu un camion frigo lasciato con il motore acceso, perché non c'erano abbastanza prese di corrente. Una serie di negligenze e successivi errori (impianto antincendio inidoneo e attivato sul ponte sbagliato, allarme dato in ritardo) avrebbe poi consentito al rogo di propagarsi nella nave fino a diventare indom- abile. Il rinvio a giudizio "è un primo importantissimo risultato, una certificazione sulla gravità delle condotte poste in essere non solo dall'equipaggio a bordo ma soprattutto da parte degli armatori, che nella piena consapevolezza di aver elevato il rischio a carico dei passeggeri, hanno accettato quel rischio pur di continuare a far girare la nave e far girare il loro registra- tore di cassa", ha dichiarato l'avvocato Massimiliano Gabrielli, legale di una trentina di parti offese. L'avvocato Gaetano Castellaneta, codifensore dell'armatore Carlo Visentini e della società Visemar, si è detto "certo che quello che poteva essere valutato sin da oggi emergerà con grande chiarezza sulla non responsabilità dei nostri assistiti". Lasciando l'aula bunker di Bitonto, il pm di Bari Federico Perrone Capano che con il collega Ettore Cardinali ha coordi- nato le indagini sul naufragio, ha detto che "sarà un processo lungo perché la difesa ha già rappresentato che ha interesse a sentire tutti i testimoni del processo e quindi a febbraio inizieremo con le persone offese che erano a bordo della nave".

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