Scafarto forse agì per altri


CONSIP/I PM VOGLIONO FARE CHIAREZZA, LA PROCURA PENDE PER L’IPOTESI DEL DOLO


ROMA. Iniziativa personale o suggerita? Dietro il coinvolgimento del capitano del Noe Gianpaolo Scafarto nel filone romano dell'inchiesta su Consip c'è anche questo interrogativo su cui fare luce. Una vicen- da, quella delle presunte omissioni e falsi- ficazioni attribuite all'ufficiale dell'Arma, che hanno fatto emergere, come sottoli- neato dal Guardasigilli Andrea Orlando "un profilo inquietante". E fiducia nella magistratura "per accertare la verità" arri- va anche dal vicepresidente del Csm Gio- vanni Legnini, mentre il presidente del- l'Anm, Eugenio Albamonte, esalta lo "scrupolo investigativo" dei pm.

Nell'invito a comparire, notificato a Sca- farto, indagato per falso materiale ed ide- ologico, emerge la convin- zione del procuratore Giu- seppe Pignatone e del so- stituto Mario Palazzi che siano avvenute con dolo sia l'omessa annotazione da parte del capitano, in un'informativa di circa 1.000 pagine, dell'esito ne- gativo circa una presunta attività di pedinamento da parte dei Servizi, sia l'attri- buzione della frase intercet- tata ". Renzi l'ultima volta che l'ho incontrato" (riferi- to al padre dell'ex premier) ad Alfredo Romeo, in car- cere per corruzione, invece che ad Italo Bocchino, ex parlamentare e consulente dell'imprenditore napoletano. I fatti attribuiti a Scafarto, investigato- re che ha svolto un ruolo determinante nell'inchiesta sulla centrale acquisti della pubblica amministrazione (fu lui a recupe- rare i "pizzini" di Romeo con indicazioni di cifre e iniziali dei destinatari) impongono ora agli inquirenti di verificare l'attendibili- tà dei punti salienti della parte di informa- tiva da lui redatta. Presunti depistaggi e falsificazioni, tuttavia, non hanno condi- zionato l'iter degli accertamenti. L'iscrizio- ne di Tiziano Renzi nel registro degli inda-

Le presunte omissioni e falsificazioni attribuite all'ufficiale dell'Arma, hanno fatto emergere, come sottolineato d Orlando

“un profilo inquietante” per traffico di influenze, ad esempio, non è avvenuta per effetto della falsa attri- buzione della frase intercettata. Ieri, in pro- cura, Scafarto si è avvalso della facoltà di non rispondere.

A Napoli, dove gli accertamenti su Consip, diversamente da Roma, continua- no ad essere affidati al Noe, è stata parti- colarmente apprezzata la telefonata del pro- curatore di piazzale Clodio Pignatone al collega facente funzione Nunzio Fraglias- so per avvertirlo dell'iniziativa.

Sui motivi del rifiuto a rispondere al pm, l'avvocato Giovanni Annunziata ha ri- badito che si è trattato di una sua strategia in vista di un prossimo interrogatorio. "Con esclusione del dolo - precisa - cadrà il reato. Quando sarà analizzato in modo esclusivamente tecnico la sussistenza di tale elemento, questa vicenda troverà la sua fisiologica definizione". La decisione di non rispondere ai pm per studiare gli atti processuali - aggiunge il legale - è fi- nalizzata a "comprendere la portata e la valenza degli elementi oggetto di conte- stazione", e non è una scelta "determinata dalla volontà di sottrarsi alla esigenza pri- maria che io, come difensore, e lo stesso Capitano, quale indagato, avvertiamo, ovvero quella di rendere interrogatorio e al più presto chiarire le condotte che ven- gono contestate".

Per Annunziata gli atti "richiamati nel capo di imputazione non possono essere correttamente analizzati nell'ambito di un procedimento penale, se non contestua- lizzati all'interno della più ampia attività in- vestigativa svolta". Per questo motivo - conclude il legale - egli ha chiesto di avva- lersi della facoltà di non rispondere". Scar- fato potrebbe tornare davanti al pm Palaz- zi dopo Pasqua.


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