Scagionato Palazzi: l’accusatrice ammette l’inganno



MANTOVA/ELISA NIZZOLI CONFESSA DI AVER ALTERATO I MESSAGGI “HOT”

MANTOVA. "Sì, ho modificato i messaggi che mi sono scambiata con il sindaco". Dopo un lungo interrogatorio come persona informata dei fatti Elisa Nizzoli, 38 anni di Marcaria, organizzatrice di eventi, vedova con una figlia adolescente e vicepresidente dell'associazione culturale Mantua me genuit, ha ammesso di essersi inventata quasi tutto nella vicenda a luci rosse che da un mese sta tenendo sulla graticola il sindaco di Mantova Mattia Palazzi, membro della direzione nazionale del Pd e molto vicino a Renzi. I messaggi con cui il sindaco le chiedeva favori sessuali per non ostacolare l'attività della sua associazione non esistono. Per questo giovedì, dopo l'interrogatorio, il procuratore capo Manuela Fasolato ha chiesto al Gip l'archiviazione dell'indagine per tentata concussione continuata, ad un mese esatto dall'avviso di garanzia al sindaco che ha scatenato contro di lui una bufera politico- mediatica. Ieri mattina, con un comunicato, la procura ha annunciato la richiesta di archiviazione dopo una lunga indagine aperta ai primi di novembre. Resta invece aperta, fanno sapere ambienti della procura, l'indagine collegata per abuso d'ufficio nei confronti di Palazzi, relativamente ai contributi comunali erogati negli ultimi due anni a varie associazioni culturali. Nei guai adesso è finita Elisa Nizzoli, indagata per il reato di false informazioni rese al pm. Giovedì la donna era stata convocata in procura come persona informata sui fatti perché dalle indagini condotte dai carabinieri risultava un quadro diverso da quello che la stessa aveva delineato in un primo interrogatorio. Dopo un'iniziale conferma delle precedenti dichiarazioni è via via caduta in contraddizione sino ad ammettere di aver alterato i messaggi che si era scambiata con il sindaco. Messaggi "strettamente personali" a cui aveva aggiunto quelle parti in cui il sindaco le chiedeva favori sessuali per non intralciare l'attività dell'associazione e le intimava di "attenersi alle regole". La chat erotica tra i due con tanto di foto hard che è andata avanti dal novembre 2016 al novembre scorso, esiste, ma non ha nulla di penalmente rilevante. La stessa Nizzoli, dopo averla taroccata, l'aveva girata alla presidente della sua associazione Cinzia Goldoni che, a sua volta, l'aveva data al consigliere comunale di Forza Italia, Giuliano Longfils, autore dell'esposto in procura da cui sono partite le indagini. Sia la Goldoni che Longfils erano ignari delle manomissioni e, quindi, sarebbero anche loro vittime della Nizzoli che non avrebbe spiegato i motivi delle alterazioni della screenshot. "Io non sono né un persecutore né tantomeno un giustiziere - ha sottolineato Longfils -. Come pubblico ufficiale ho fatto solo il mio dovere". Soddisfatto il sindaco Palazzi per la richiesta di archiviazione. "Ho vissuto un incubo. Ringrazio la procura per aver proceduto con efficienza e in tempi estremante rapidi - ha affermato -. Non ho mai smesso di credere nel lavoro della magistratura". Sulla sua pagina Facebook anche Matteo Renzi plaude a Palazzi: "Sono felice - ha scritto - di aver insistito con Mattia perché non mollasse nonostante la grancassa e la gogna mediatica dei quei giorni. Avanti, insieme".


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