Schiacciasassi nerazzurro



SERIE A/UN SPLENDIDA INTER ASFALTA IL CHIEVO E VOLA IN TESTA ALLA CLASSIFICA. TRIPLETTA DI PERISIC

NEL GIORNO più triste del Milan, Luciano Spalletti conquista la vetta della classifica e l'altra metà di Milano: l'Inter si scopre bella e vincente, infligge cinque gol al Chievo, si candida prepotentemente al titolo, cresce e piace sempre di più. La Juventus è avvisata. Mattatore Perisic, per lui una tripletta, sempre in gol Icardi, difesa granitica con Skriniar che va a segno per la terza volta in questa stagione, rinasce Ranocchia così come Santon che vive la sua seconda vita calcistica. Strepitoso Candreva ma tutti superano l'esame, Joao Mario non sfigura, emerge anche Brozovic. Ma il protagonista è sempre Spalletti che viene omaggiato dalla Curva Nord: il tecnico ha riportato uno spirito perduto, ha restituito all'Inter l'identità della grande squadra, ha dimostrato di saper tirare fuori il meglio da ogni singolo giocatore, è capace di far sognare i suoi tifosi mai così caldi, mai così presenti, mai così euforici. L'In- ter vince e diverte, il gioco è spettacolare tanto da annientare il Chievo che la porta avversaria non l'ha quasi mai vista. I numeri parlano chiaro: 18 punti in più rispetto alla passata stagione e 6 rispetto alla 15ma giornata del 2015- 2016 quando, con Mancini in panchina, i nerazzurri erano in vetta alla classifica. All'epoca gol con il contagocce, poco gioco e tanti dubbi. Invece i nerazzurri di oggi entusiasmano, sanno lottare pallone su pallone, non si perdono mai d'animo e non concedono niente. A San Siro è una magia: applausi estanding ovation per Icardi, Candreva e Perisic. 'Carezze' anche per Ranocchia che proprio nello stadio di casa aveva vissuto il suo incubo peggiore. Sfiora il gol in tre occasioni, gioca bene, ritrova la fiducia e anche se stesso. L'Inter vuole la vetta e lo fa capire subito. Senza gli squalificati Miranda e Gagliardini, con Vecino in panchina, Spalletti punta su Ranocchia, Brozovic e Joao Mario. Nel primo tempo, l'Inter va alla conclusione 13 volte, 30 totali a fine gara. Dopo neppure un giro d'orologio e primo tentativo di Perisic deviato in angolo da Dainelli. Dal corner ci prova Ranocchia di testa, ordinato in difesa e coraggioso in attacco. Candreva è ispirato, si mette in mostra anche con un pregevole palleggio da fondo campo, velocizza la manovra ma al 6' il suo tiro viene respinto. Sorrentino non ha tregua, i tiri di Brozovic e Santon non inquadrano la porta di un soffio. Al 14' anche Handanovic si fa trovare pronto sul tentativo di testa di Meggiorini. La partita ha un'unica direzione. Il gol è nell'aria, ci provano tutti da Brozovic a Ranocchia ma al 23' è Perisic a sbloccare: tiro di Santon, Sorrentino respinte e sulla ribattuta si avventa il croato che, al volo, ribadisce in rete. Esplode San Siro. Al 38' il solito Icardi trova il raddoppio e il 17mo gol in campionato: verticalizzazione di Brozovic, poi conclusione vincente dalla destra. Nella ripresa l'Inter prende il largo. Candreva al 3' sfiora il palo, come fa Brozovic due minuti più tardi. Poi Perisic firma la doppietta facendo tutto da solo e intercettando palla a metà campo per poi trafiggere Sorrentino di destro. L'Inter è una macchina perfetta come dimostra l'azione del 4-0: Brozovic lancia Candreva che crossa per Skriniar, coast to coast del difensore che segna in tuffo. Dalla Curva Nord parte il coro 'Salutate la capolista'. C'è spazio anche per chi gioca meno come Eder, Dalbert e Karamoh ma è ancora una volta Perisic, allo scadere, ad esultare coronando la partita perfetta con una manita e tre gol che valgono non solo il pallone.


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