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Seguire la traccia dei soldi


“S.O.S.” la Segnalazione di Operazione Sospetta da parte di coloro indicati nella normativa quali:Banche, Poste, Ordini Professionali (Commercialisti, Notai, Avvocati, ecc.)


Certo, risalire il percorso a ritroso del denaro, non è cosa facile anche per i “detective” più specializzati delle polizie dei vari Paesi e dei loro servizi di intelligence, interessati da questi fenomeni criminosi, ormai diffusi in maniera esponenziale in tutto il mondo.

Specialmente se, come oramai sembra assodato da recenti esiti degli sviluppi delle indagini in campo penale e civile, sia evidente il coinvolgimento nella acquisizione e destinazione di fondi ottenuti da operazioni concernenti il riciclaggio.

Riciclaggio, sia questo inteso come evasione fiscale e sia come sovvenzionamento, oltre che al profitto personale, anche del terrorismo attraverso i guadagni illeciti, spesso provento dal traffico internazionale di droga, dal traffico internazionale di armi, dal commercio degli “schiavi”, anche a fini del commercio di organi umani e molte altre attività illecite, posto in essere più o meno palesemente da alcuni governi di quei Paesi che favoriscono il terrorismo internazionale, oggi più di ieri concentrato nel fanatismo pseudo religioso dell’estremismo islamico.

LE NUOVE NORME DELLE DIRETTIVE EUROPEE

Alla luce di quanto citato, risulta doverosa una pur sommaria analisi dei mezzi messi a disposizione dalle vigenti normative, con particolare attenzione a quelle derivate anche di recente dalle Direttive Europee in merito alla materia su Antiriciclaggio e per il contrasto al Finanziamento del Terrorismo.

Tali normative ormai espresse da diversi anni, pur implementate e aggiornate continuamente, hanno avuto inizialmente un impatto che potremmo definire “forte” in quei Paesi come l’Italia, la Spagna, la Grecia e altri geograficamente e politicamente collocati nel “sud” dell’Europa, ove esistevano e in parte ancora esistono situazioni sociali, politiche ed economiche se non di “usi e costumi” differenti dal resto dei Paesi del “nord” Europa, condizioni per le quali la percezione ed il recepimento di tali regole vengono tutt’ora considerate ostiche e di più complessa comprensione ed attuazione.

LA SOS (Segnalazione di Operazione Sospetta)

Gli obblighi di Legge imposti ai soggetti indicati ed in questo caso con attenzione agli Ordini Professionali, in particolare alla “S.O.S.”, ha comunque creato alcune perplessità.

Col tempo si è potuto constatare un netto e deciso aumento del numero delle S.O.S., unitamente alla maggiore generale consapevolezza dell’effettivo e costruttivo apporto sociale e di Giustizia che tale strumento offre per depauperare al massimo il fenomeno del Riciclaggio, non più visto solamente come reato penale e quindi di esclusiva matrice da parte di associazioni criminali finalizzata alla “pulitura” del denaro proveniente da azioni delittuose ma anche e a più ampio respiro da un “riciclaggio amministrativo” e di evasione fiscale in danno dell’Erario e della Comunità.

Tale doverosa ed essenziale premessa, fondata sulle esperienze dirette nella materia in questione, considera l’eventualità di riproporsi forse in misura superiore alla precedente, proprio in merito a quanto previsto ma approfondito adeguatamente solo di recente, circa gli “indicatori di anomalia” e le reali valutazioni da fare nei casi in cui il Professionista si trovasse nella condizione di dover considerare una S.O.S. finalizzata all’operazione sospetta in merito al presunto finanziamento al terrorismo.

IL DECRETO LEGISLATIVO n°231 del 2007 (dalla III^ Direttiva EU)

Come già accennato, con il Decreto Legislativo n. 231 del 2007, di cui in argomento, è parere che in Italia vi sia stata una importante innovazione e comunque un notevole cambiamento rispetto alla precedente situazione: come è noto la sostituzione dell’Ufficio Italiano Cambi con l’ U.I.F., Unità di Informazione Finanziaria che, spesso in lingua inglese la “I” viene tradotta con “Intelligence” , ed in particolare l’adozione dell’obbligo della S.O.S., la segnalazione di operazione sospetta, da parte dei Professionisti, di cui i Commercialisti rappresentano “l’Archetipo” nella sua massima espressione, è l’essenza stessa sulla quale si basa la forza della Legge e delle Direttive Europee dedicate a questo importante e sempre molto attuale materia.

Infatti anche la IV Direttiva UE, fornisce nuove e più precise indicazioni circa l’operatività della normativa nazionale e anche quelle di matrice internazionale.

Indubbiamente, non è stato semplice recepire e tradurre in azioni concrete già i dettami espressi dalla III Direttiva UE, e ancor oggi non appare facile effettuare una adeguata analisi delle operazioni potenzialmente valutabili da parte del Professionista come S.O.S. degne di segnalazione per l’Anti Riciclaggio, nonostante la Norma ne indichi gli elementi da tenere in considerazione e descriva il metodo, anche “matematico”, per poter giungere ad una giusta comprensione del fondato “sospetto” attraverso vari strumenti volti alla semplificazione di tale compito!

Alla luce di quanto sopra esposto, è assolutamente opportuno affermare che risulta ancor più complessa e difficoltosa, la valutazione della eventuale S.O.S. segnatamente rivolta e collocata ad una potenziale operazione di finanziamento del terrorismo,

Se è vero che, come si evince dalla Legge 28 luglio 2016, n. 153 e successive, hanno fornito un ulteriore criterio per meglio valutare il complesso coacervo di elementi finalizzati ad implementare la capacità di giudizio e sensibilità dei professionisti nell’attività di osservazione dei comportamenti dei clienti, in aderenza all’obbligo di adeguata verifica previsto dalla normativa antiriciclaggio e antiterrorismo, ai soli fini di contrasto, risulta altresì concreta la difficoltà comunque di porre in essere costruttivamente tali indicazioni in merito alla S.O.S. concernente il Finanziamento del Terrorismo, almeno sino a questo momento.

La predetta Legge con la quale sono state introdotte nel Codice Penale nuove norme per la repressione delle condotte di terrorismo, ha previsto tre nuove fattispecie di reato, contro gli atti e le condotte contrassegnati da finalità di terrorismo:

IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI ANTIRICILAGGIO .

L’antiriciclaggio non è materia semplice. Partire da questo presupposto è fondamentale per capire al meglio la funzione del Responsabile del Servizio Antiriciclaggio dell’ODCEC di Milano, quest’ultimo, infatti, ha ben pensato da ormai diversi anni di predisporre un Consulente che coadiuvasse i commercialisti meneghini nella gestione degli adempimenti antiriciclaggio con una particolare attenzione al delicato momento della Segnalazione di Operazione Sospetta (SOS).

Ovviamente Milano non può essere l’unica zona che necessiti di un presidio del genere. Anche perché l’antiriciclaggio non ha delle precise aree territoriali.

È chiaro ad esempio che le zone con agglomerati finanziari importanti saranno più sensibili ma ciò che conta è capire il livello di facilità con le quali si possono attuare dinamiche di riciclaggio.

Non dimenticherei inoltre che oggi siamo ormai nella terza o persino quarta generazione di persone che possono beneficiare di un pregresso riciclaggio. Il denaro che in passato fu provento di illeciti, oggi potrebbe essere la base per un’azienda moderna, gestita da veri manager e all’apparenza pulita.

Il suggerimento è aggiornarsi in maniera continua sulla normativa non solo al fine di una comprensione meramente soggettiva ma anche per poter trasmettere le proprie conoscenze ai dipendenti ed ai collaboratori di studio che sono parte attiva della disciplina. Ponendo inoltre ancora più attenzione al profilo del cliente, dalla cui approfondita valutazione, così come prevista dalla vigente normativa, può decisamente agevolare la comprensione della norma e quindi una maggiore aderenza a quegli obblighi richiesti espressamente dalla Legge.


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