Sei miliardi per il terremoto


SISMA/IL PREMIER RENZI RIBADISCE: “I SOLDI PER L’EMERGENZA CI SONO”


ROMA. Nel 2017 l’Italia spenderà 6 miliardi tra emergenza terremoto e piano straordinario per la messa in sicurezza antisismica. E se le risorse non dovessero bastare, il governo è pronto a fare di più, anche ad alzare ancora il deficit che già si attesta al 2,3%, 5 punti in più rispetto a quanto concordato con l’Europa in primavera. Annunciando per venerdì l’arrivo del nuovo decreto sul terremoto che ha squassato la Valnerina, Matteo Renzi (nella foto Ansa) ribadisce che “i soldi ci sono” stanziate “nel piano pluriennale di legge di bilancio. Già sul 2017 - sottolinea il premier - c’è uno spazio di 3 miliardi” che diventano “5 o 6 nel 2018. Non c’è uno stanziamento puntuale perché ancora non si sa quanto servirà” ma “ci sono spazi di azione”. Se poi serviranno ulteriori “spazi di deficit - assicura, ricordando che il Parlamento ha già autorizzato un indebitamento fino al 2,4% - metteremo i denari necessari”. Quanto all’Europa, “oltre a che a dire, inizi anche un po’ a dare all’Italia, visto che ogni anno mettiamo 20 miliardi e ne riceviamo 12"mentre i Paesi dell’Est come l’Ungheria di Orban pensano di “prendere soltanto”, visto che poi non partecipano all’altro grande sforzo sostenuto da Roma, quello per fronteggiare l’emergenza migranti. Mentre il premier affronta il tema delle risorse per il sisma dal lato degli “spazi” sul deficit - con un calcolo criticato dalle opposizioni, a partire da Stefano Fassina, perché “mancano le risorse aggiuntive” sulla base delle quali si chiede proprio la flessibilità - a fare il conto delle spese effettive per il terremoto ci pensa il Tesoro. E tra stanziamenti vecchi e nuovi lo sforzo, spiega un portavoce del Mef, vale quasi il doppio dello 0,2% (circa 3,5 miliardi) di margine sul deficit chiesto ora a Bruxelles. Tra amministrazioni centrali ed enti locali, è il calcolo del ministero dell’Economia, si spenderanno appunto 6 miliardi nei quali, precisa il portavoce del ministero guidato da Pier Carlo Padoan, sono compresi sia gli stanziamenti in arrivo con la legge di Bilancio e quelli dei vari decreti terremoto ma anche quelli già a bilancio per la ricostruzione e la messa in sicurezza stanziate a seguito di precedenti eventi sismici. Non solo, insomma, lo sforzo di oggi va tenuto in considerazione, ma anche quello del passato.Nel dettaglio il Tesoro elenca i 130 milioni previsti con le tre delibere sugli eventi sismici che da fine agosto hanno devastato il Centro Italia (50 milioni il 25 agosto, 40 milioni il 27 ottobre, 40 milioni il 31 ottobre) e i 266 milioni per quest’anno e i 200 per il prossimo previsti dal decreto sulla ricostruzione del 17 ottobre (quello per far fronte ai danni del sisma di Amatrice di agosto). Nel ddl di Bilancio per il 2017 il Governo,spiega sempre il Tesoro, ha poi stanziato 600 milioni (di cui in realtà 300 in capo alle Regioni a valere sui fondi in cofinanziamento) per la ricostruzione delle aree colpite dagli eventi sismici del 2016 sotto forma di contributi e credito di imposta. Inoltre, sottolinea il portavoce, in manovra vengono stanziate ingenti risorse aggiuntive per investimenti in opere pubbliche (c’è un Fondo investimenti e sviluppo con dotazione totale di 1,9 miliardi che devono andare anche a infrastrutture, strade, ferrovie ecc..) e vengono liberati spazi di bilancio per comuni e regioni allo scopodifavorirespesestimabiliincirca600milioni, che contribuiranno al piano di messa in sicurezza e prevenzione. Le due misure insieme incideranno sul deficit per 1,353 milioni. Sul fronte della prevenzione, è l’elenco del Tesoro, insistono anche circa 2 miliardi sotto forma di incentivi fiscali per le ristrutturazioni dei privati che, viene spiegato, rappresentano il “tiraggio” delle detrazioni del “sisma bonus”, mentre il totale delle detrazioni per i bonus casa sarebbe attorno ai 7 miliardi.Altri 800 milioni sono poi già stanziati per opere pubbliche contro il dissesto idrogeologico e la messa in sicurezza delle scuole. Intanto sempre il Tesoro comunica un nuovo dato positivo del fabbisogno che si attesta a ottobre a 3,7 miliardi contro i 6,4 di ottobre 2015, portando il miglioramento cumulato sui dieci mesi a circa 6,3 miliardi.


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