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Sequestrato il doppio dei redditi


CORONA/DICHIARATI IN 9 ANNI. L’EX FOTOGRAFO IN CELLA SORVEGLIATO A VISTA. TESTE: “PAURA DI LUI”


MILANO. E’ rinchiuso da solo in una cella a San Vittore Fabrizio Corona, sorvegliato a vista per il pericolo che compia gesti autolesionistici, dato che in alcune interviste aveva detto: “se dovessi tornare dentro, non so se ce la farei a reggere”. Intanto, negli atti dell’inchiesta che lo ha riportato in carcere e del sequestro disposto dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale milanese, si legge che gli oltre 1,7 milioni di euro in contanti trovati in un controsoffitto della casa di Francesca Persi, sua storica collaboratrice arrestata, sono un importo di “entità doppia” rispetto “all’ammontare dei redditi netti risultanti dalle dichiarazioni Irpef” dell’ex ‘re dei paparazzi’ “negli ultimi nove anni”. E sempre dalle carte dell’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini e dal pm Paolo Storari, vengo- no alla luce le paure di una delle testimoni ‘chiave’. “Ho timore di Corona (...) la cosa che mi preoccupa maggiormente (...) è il fatto che Corona ha più volte chiesto loro (a persone che lavorano per lui, ndr) se io sono ancora a Milano e dove dormo”, ha messo a verbale una delle ex collaboratrici dell’ex ‘fotografo dei vip’, la stessa donna che, tra l’altro, ha raccontato agli inquirenti di aver visto un “borsone” con dentro “20/30 buste bianche, tutte chiuse e con annotate sopra delle cifre”. Verosimilmente, gli altri soldi in contanti (1-1,5 milioni di euro) che sarebbero stati portati da Persi, finita in carcere anche lei, alla filiale della Btv Bank di Innsbruck per conto dell’ex ‘re dei paparazzi’, accusato di intestazione fittizia di beni con l’aggra- vante di aver commesso il reato quando era in affidamento in prova ai servizi so- ciali. Assistito dai legali Ivano Chiesa e Antonella Calcaterra, sarà sentito dal gip Paolo Guidi domani mattina, così come Persi. Nel provvedimento con cui è stato di- sposto il ‘congelamento’ ai fini della confisca degli oltre 1,7 milioni di euro, il collegio (Rispoli-Cernuto-Pontani) segnala che “la capacità patrimoniale e reddituale, alla luce anche dell’attività lavorativa svolta dal 2012 (nel gennaio 2013 è stato arrestato in Portogallo, ndr) solo sporadicamente e con redditi minimi”, assieme alla “impossidenza (...) di beni immobili, rappresentano una condizione economica distonica con la disponibilità della somma in sequestro”. Nel decreto si legge, ad esempio, che c’è stata “una caduta dal 2012 delle condizioni reddituali” di Corona “in corrispondenza all’arresto ed all’inizio del periodo detentivo, con dichiarazione negli anni successivi di redditi sostanzialmente nulli data la maturazione, dal 2013 in poi, di un imponibile complessivo” di poco più di 4mila euro. L ex ‘re dei paparazzi’, spiegano i giudici, non ha nemmeno “introiti deducibili dalle partecipazioni societarie”: tra l’altro delle sue società una è “fallita”, un’altra è “inattiva”, due sono “in liquidazione” e “solo la Toy Boy srl”, che si occupa di “commercio al dettaglio di confezioni per adulti”, è ancora “in attività”. Gli stessi giudici delle misure di prevenzione, tra l’altro, evidenziano anche la “spiccata attitudine” di Corona alla “commissione di reati contro il patrimonio, fiscali, di bancarotta” e la “predisposizione al delitto e la ricerca di introiti di origine illecita”. Negli atti dell’indagine, invece, si fa riferimento anche ad “un clima tra l’intimidazione e la subornazione, posto in essere dal duo Corona-Persi” nei confronti dell’ex collaboratrice e testimone.Nell’ambito delle indagini, infine, ci sono ancora “numerose attività istruttorie” da compiere: sentire “tutti i ‘clienti’ di Corona che l’hanno pagato ‘in nero’ e tutti i soggetti” di cui ha riferito la teste “nei verbali di sommarie informazioni”. Gli inquirenti puntano anche ad “acquisire, mediante rogatoria, la documentazione contabile del conto austriaco e provvedere al sequestro delle somme depositate.


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